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Utente Molto Attivo
Nuovo appuntamento con la rubrica che mira a fare un salto nel passato con cavalli e addetti ai lavori che si sono distinti a Dubai, in particolare nel Carnival, dal 2000 ad oggi.
La storia odierna riguarda un cavallo che forse non tutti ricordano, con una carriera anche piuttosto recente, ma che io adoravo e tante volte mi ha fatto saltare sulla sedia, quindi - indubbiamente - nel racconto vi sarà un tocco di emozione soggettiva...
N°3 - "LA STORIA DI... STAR EMPIRE"
Sudafricano, attualmente 12enne e ritirato dalle corse neanche tre anni fa, nasce da Second Empire e Lady Maroof, stallone irlandese e fattrice neozelandese, è affidato a Mike De Kock per il training, il quale lo ha portato subito a vincere in patria nei vari ippodromi locali, senza però mai tentare il salto nelle Pattern, se non una Listed vinta a 3 anni sui 1900 metri di Clairwood, prima di essere trasferito a Dubai dove, dai 4 anni, inizia a macinare grandi corse su distanze sempre maggiori e a rubare il cuore di tanti appassionati, in primis il mio.
Terzo, primo, terzo, quinto, questi i suoi risultati nella prima stagione di Carnival... E quel primo davanti a Calvados Blues sui 2485 metri me lo ricordo bene: pagava oltre il 10/1 e fu una puntata fantasticamente ripagata!
Dopo di che la sfortuna, il lungo stop di 693 giorni, ma tornò forte e carico come un leone andando a battagliare contro i ben più quotati Godolphin, Ahzeemah e Opinion Poll (coinvolto peraltro nello scandalo doping di Al Zarooni), per poi finire dignitosamente quinto nella Dubai Gold Cup.
La stagione 2014 si basa sulle ormai quattro "classiche" corse, sempre su distanze da passista, a cui prende parte: terzo, secondo, secondo, terzo nella Dubai Gold Cup. Giocarlo, seguirlo e tifarlo era una libidine, ha battagliato e battuto gente del calibro di Certerach, Sheikhzayedroad e finito ad un passo da Cavalryman, ma il cuore che metteva in ogni dirittura strappava applausi a più non posso.
Arriviamo così al 2015, gli anni sono 8 e tutti lo aspettano in calo, in declino, ma lui dimostra che non è così, "ribellandosi" quando viene fatto correre due volte in una settimana e andandosi a prendere un altro piazzamento, questa volta un secondo posto, nella Dubai Gold Cup davanti a gente come Ahzeemah (di cui è stato la vera e propria bestia nera), Havana Beat e Meandre, tra gli altri.
Nel 2016 gli anni sono 9, tanti, molti dicono troppi... Ma che ti combina questo cavallo dal cuor di leone? Il 7 gennaio vince al rientro un Handicap sul doppio km davanti a Elleval e Sanshaawes, e questa corsa la ricordo molto bene. Poi ancora un terzo nel Nad Al Sheba Trophy (GR3), prima di chiudere la carriera con una "passerella" nella Dubai Gold Cup, senza il suo fido Christophe Soumillon che lo mollò per andare a vincere con Vazirabad.
In 13 uscite su 17, a Meydan, lo condusse proprio Soumì, era una coppia formidabile, che strappava applausi e vi assicuro, per chi non ha vissuto con la mia stessa enfasi la storia di questo cavallo, che vederlo correre era un'emozione.
Non è stato un fenomeno, forse neanche un campione, ma un cavallo sul quale fare sicuro affidamento che metteva in campo fino all'ultima goccia di energia rimasta.
Per chiudere, ci vuole il paragone calcistico, non facile da trovare, ma credo che il nome giusto possa essere quello dell'ex "Anima Candida" giallorossa, Damiano Tommasi: preciso, silenzioso, ma quando c'era da tirar fuori la mossa decisiva non si tirava mai indietro.
Ecco, in corsa, per me questo era Star Empire.
Vi lascio un bel contributo video con il quale apprezzare le qualità di questo cavallo:
La storia odierna riguarda un cavallo che forse non tutti ricordano, con una carriera anche piuttosto recente, ma che io adoravo e tante volte mi ha fatto saltare sulla sedia, quindi - indubbiamente - nel racconto vi sarà un tocco di emozione soggettiva...
N°3 - "LA STORIA DI... STAR EMPIRE"
Sudafricano, attualmente 12enne e ritirato dalle corse neanche tre anni fa, nasce da Second Empire e Lady Maroof, stallone irlandese e fattrice neozelandese, è affidato a Mike De Kock per il training, il quale lo ha portato subito a vincere in patria nei vari ippodromi locali, senza però mai tentare il salto nelle Pattern, se non una Listed vinta a 3 anni sui 1900 metri di Clairwood, prima di essere trasferito a Dubai dove, dai 4 anni, inizia a macinare grandi corse su distanze sempre maggiori e a rubare il cuore di tanti appassionati, in primis il mio.
Terzo, primo, terzo, quinto, questi i suoi risultati nella prima stagione di Carnival... E quel primo davanti a Calvados Blues sui 2485 metri me lo ricordo bene: pagava oltre il 10/1 e fu una puntata fantasticamente ripagata!
Dopo di che la sfortuna, il lungo stop di 693 giorni, ma tornò forte e carico come un leone andando a battagliare contro i ben più quotati Godolphin, Ahzeemah e Opinion Poll (coinvolto peraltro nello scandalo doping di Al Zarooni), per poi finire dignitosamente quinto nella Dubai Gold Cup.
La stagione 2014 si basa sulle ormai quattro "classiche" corse, sempre su distanze da passista, a cui prende parte: terzo, secondo, secondo, terzo nella Dubai Gold Cup. Giocarlo, seguirlo e tifarlo era una libidine, ha battagliato e battuto gente del calibro di Certerach, Sheikhzayedroad e finito ad un passo da Cavalryman, ma il cuore che metteva in ogni dirittura strappava applausi a più non posso.
Arriviamo così al 2015, gli anni sono 8 e tutti lo aspettano in calo, in declino, ma lui dimostra che non è così, "ribellandosi" quando viene fatto correre due volte in una settimana e andandosi a prendere un altro piazzamento, questa volta un secondo posto, nella Dubai Gold Cup davanti a gente come Ahzeemah (di cui è stato la vera e propria bestia nera), Havana Beat e Meandre, tra gli altri.
Nel 2016 gli anni sono 9, tanti, molti dicono troppi... Ma che ti combina questo cavallo dal cuor di leone? Il 7 gennaio vince al rientro un Handicap sul doppio km davanti a Elleval e Sanshaawes, e questa corsa la ricordo molto bene. Poi ancora un terzo nel Nad Al Sheba Trophy (GR3), prima di chiudere la carriera con una "passerella" nella Dubai Gold Cup, senza il suo fido Christophe Soumillon che lo mollò per andare a vincere con Vazirabad.
In 13 uscite su 17, a Meydan, lo condusse proprio Soumì, era una coppia formidabile, che strappava applausi e vi assicuro, per chi non ha vissuto con la mia stessa enfasi la storia di questo cavallo, che vederlo correre era un'emozione.
Non è stato un fenomeno, forse neanche un campione, ma un cavallo sul quale fare sicuro affidamento che metteva in campo fino all'ultima goccia di energia rimasta.
Per chiudere, ci vuole il paragone calcistico, non facile da trovare, ma credo che il nome giusto possa essere quello dell'ex "Anima Candida" giallorossa, Damiano Tommasi: preciso, silenzioso, ma quando c'era da tirar fuori la mossa decisiva non si tirava mai indietro.
Ecco, in corsa, per me questo era Star Empire.
Vi lascio un bel contributo video con il quale apprezzare le qualità di questo cavallo: