Visto che avete consegnato tutti il compito in bianco seguendo le orme dell'amico
manzotin esco allo scoperto :huaha:
Dall'est Europa nel 2007 nacque la stella di
Overdose, velocista puro che dopo aver stravinto buone corse in Austria, Ungheria e Repubblica Ceca fu esportato in Germania dove vinse il
Golden Peitsche, GR2 (da quest'anno GR3, se si disputerà) contro ottimi velocisti internazionali ottimamente interpretato da Andreas Suborics.
Ritirato ne L'Abbaye, vinse il
Premio Umbria a Roma con dieci lunghezze su Black Mambazo e Titus Shadow, non proprio gli ultimi arrivati, prima di saltare quasi completamente la stagione 2009 causa infortunio.
Nel 2010 ottenne buoni risultati in patria ma fallì il doppio a Baden Baden, mentre ottenne un eccellente quarto posto nelle
King'S Stand Stakes vinte da Prohibit e Jim Crowley. Chiuse la carriera vincendo nuovamente l'Umbria nel novembre del 2011.
Carriera importante, cavallo nato dal nulla e cresciuto corsa dopo corsa capace di vincere Pattern internazionali e sfiorare il podio in una edizione delle King'S Stand tra le più belle e difficili degli ultimi anni; specialista del pesante, in Italia ed in Germania fece incetta di premi, quindi mi sembra giusto ricordarlo ed allegare proprio il video della vittoria nell'Umbria 2011.
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Il secondo dei tre cavalli speravo ci arrivaste, anche perchè di "brianteo", per i colori della Sc. Briantea, solo lui poteva esserci:
Salselon.
Creatura del buon Ciciarelli, montato spesso da Alessandro Parravani ma interpretato anche da gente come Dettori, Murtagh, Fallon, Holland e Dwyer fu il re dei 1400 metri in pista dritta a San Siro essendo stato capace di vincerlo (uno tra i pochissimi!) a 2 anni con Maurizietto Forte in sella e successivamente affermarsi altre 2 volte e cogliere un terzo posto alla penultima in carriera nel 2005.
Vincitore del Premio Pisa e di un GR3 a Saint Cloud, era un cavallo duttilissimo che si adattava ad ogni schema e dai 1400 ai 2000 metri metteva paura a tutti; piazzato di Ribot, Di Capua, Turati, Messidor e... nientepopodimeno che secondo nelle Lockinge Stakes 2004 (dietro a Russian Rhythm e davanti a cavalli come Firebreak o Refuse To Bend per citarne un paio) e terzo di Refuse To Bend e Soviet Song nelle Queen Anne Stakes in apertura di Royal Ascot, segno che nelle corse toste in dirittura era formidabile.
Ottenne anche altri piazzamenti in GR3 all'estero dove trascorse quasi interamente la stagione 2004, chiuse la carriera con 8 vittorie e 21 piazzamento in 38 corse disputate e quasi 600 mila euro di somme vinte: lui, come Le Vie Dei Colori, uno degli ultimi ad aver tenuto alta la bandiera nazionale in giro per l'Europa.
Purtroppo filmati non ne trovo, neanche delle corse all'estero, ma i tanti amici appassionati del periodo lo ricorderanno sicuramente in maniera nitida.
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Altieri non era solamente una famiglia principesca romana, bensì anche il nome di uno dei migliori cavalli che abbia corso per i colori Incolinx dell'Ing. Romeo ed allenato da Vittorio Caruso.
Questo eccezionale figlio di Selkirk (secondo per somme vinte tra gli eredi) annovera 16 vittorie e 10 piazzamenti in 33 corse disputate, dunque circa il 50% di successi: percentuale eccellente. E' stato un pò come il vino buono, è migliorato invecchiando anche se già a tre anni vinse Villa Borghese, Fassati (nel quale precedette addirittura Sunstrach e Falbrav) e fu terzo nel Jockey Club.
A quattro andò a vincere il Messidor (GR3) con Gabriele Bietolini in sella, il Piazzale ed il Ribot avvalendosi della monta di Frankie Dettori.
A 5, 6 e 7 anni la definitiva consacrazione: terzo nel Repubblica di Rakti e secondo nel Roma di Imperial Dancer nel 2003, vinse il Repubblica nel 2004 e 2005 con Mario Esposito e la ciliegina sulla torta su il terzo posto nelle Eclipse Stakes di Sandown poco dietro a due mostri sacri come Oratorio e Motivator (nell'occasione fu montato da Richard Hughes).
Oltre 1 milione di euro di premi vinti, uno dei migliori cavalli da distanza classica degli ultimi vent'anni, cos'altro dire: grazie Ing. Romeo e tutto il suo entourage per regalarci sempre grandi campioni.