Riviviamo la storia

Altra femmina volante è stata Trève, vincitrice di nove delle tredici corse disputate, con sei vittorie in gruppo 1, e mai peggio del quarto posto. Ha sempre corso in Francia con l'eccezione delle Prince of Wales's Stakes (Gr 1) di Ascot, quando fu solo terza da nettissima favorita.
E' stata montata da Frankie Dettori ma soprattutto da Thierry Jarnet, con il quale ha chiuso la carriera nel 2015 con il quarto posto nel Prix de l'Arc de Triomphe (Gr 1).
La rivediamo in una delle due vittorie nella classicissima di Longchamp, quella del 2014, quando già vestiva i colori dell'Al Shaqab Racing.

 
orecchielunghe ha detto:
Altra femmina volante è stata Trève, vincitrice di nove delle tredici corse disputate, con sei vittorie in gruppo 1, e mai peggio del quarto posto. Ha sempre corso in Francia con l'eccezione delle Prince of Wales's Stakes (Gr 1) di Ascot, quando fu solo terza da nettissima favorita.
E' stata montata da Frankie Dettori ma soprattutto da Thierry Jarnet, con il quale ha chiuso la carriera nel 2015 con il quarto posto nel Prix de l'Arc de Triomphe (Gr 1).
La rivediamo in una delle due vittorie nella classicissima di Longchamp, quella del 2014, quando già vestiva i colori dell'Al Shaqab Racing.

La volante Treve me la ricordo benissimo, una dei cavalli che ha definitivamente reso grande Christiane Head.

Ha trovato Frankie prima da alleato e poi da nemico, fatto sta che ha dominato la sua generazione e l'Arc vinto su Orfevre è stato la ciliegina sulla torta di una carriera strepitosa. Il prossimo 7 aprile, peraltro, compirà il decimo anno di vita  :)
 
 
Oggi presento un figlio di Frankel, Cracksman, anch'esso ora impegnato nell'attività stalloniera dopo la brillante carriera in pista. Sapientemente dosato da John Gosden, ha corso 11 volte tra il 2016 ed il 2018 con 8 vittorie, 2 secondi ed 1 terzo posto, sempre montato da Frankie Dettori dopo il vittorioso debutto con Robert Havlin. Le vittorie in corse di gruppo 1 sono state 4, tra queste scelgo le Qipco Champion Stakes 2017, nelle quali ha seminato gli avversari sul gradito terreno soft. Ha chiuso la carriera nella stessa corsa edizione 2018, anche in questo caso lasciando a debita distanza un signor cavallo come Crystal Ocean.


 
 
Visto che avete consegnato tutti il compito in bianco seguendo le orme dell'amico manzotin esco allo scoperto  :huaha:

Dall'est Europa nel 2007 nacque la stella di Overdose, velocista puro che dopo aver stravinto buone corse in Austria, Ungheria e Repubblica Ceca fu esportato in Germania dove vinse il Golden Peitsche, GR2 (da quest'anno GR3, se si disputerà) contro ottimi velocisti internazionali ottimamente interpretato da Andreas Suborics.
Ritirato ne L'Abbaye, vinse il Premio Umbria a Roma con dieci lunghezze su Black Mambazo e Titus Shadow, non proprio gli ultimi arrivati, prima di saltare quasi completamente la stagione 2009 causa infortunio.
Nel 2010 ottenne buoni risultati in patria ma fallì il doppio a Baden Baden, mentre ottenne un eccellente quarto posto nelle King'S Stand Stakes vinte da Prohibit e Jim Crowley. Chiuse la carriera vincendo nuovamente l'Umbria nel novembre del 2011.
Carriera importante, cavallo nato dal nulla e cresciuto corsa dopo corsa capace di vincere Pattern internazionali e sfiorare il podio in una edizione delle King'S Stand tra le più belle e difficili degli ultimi anni; specialista del pesante, in Italia ed in Germania fece incetta di premi, quindi mi sembra giusto ricordarlo ed allegare proprio il video della vittoria nell'Umbria 2011.


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Il secondo dei tre cavalli speravo ci arrivaste, anche perchè di "brianteo", per i colori della Sc. Briantea, solo lui poteva esserci: Salselon.
Creatura del buon Ciciarelli, montato spesso da Alessandro Parravani ma interpretato anche da gente come Dettori, Murtagh, Fallon, Holland e Dwyer fu il re dei 1400 metri in pista dritta a San Siro essendo stato capace di vincerlo (uno tra i pochissimi!) a 2 anni con Maurizietto Forte in sella e successivamente affermarsi altre 2 volte e cogliere un terzo posto alla penultima in carriera nel 2005.
Vincitore del Premio Pisa e di un GR3 a Saint Cloud, era un cavallo duttilissimo che si adattava ad ogni schema e dai 1400 ai 2000 metri metteva paura a tutti; piazzato di Ribot, Di Capua, Turati, Messidor e... nientepopodimeno che secondo nelle Lockinge Stakes 2004 (dietro a Russian Rhythm e davanti a cavalli come Firebreak o Refuse To Bend per citarne un paio) e terzo di Refuse To Bend e Soviet Song nelle Queen Anne Stakes in apertura di Royal Ascot, segno che nelle corse toste in dirittura era formidabile.
Ottenne anche altri piazzamenti in GR3 all'estero dove trascorse quasi interamente la stagione 2004, chiuse la carriera con 8 vittorie e 21 piazzamento in 38 corse disputate e quasi 600 mila euro di somme vinte: lui, come Le Vie Dei Colori, uno degli ultimi ad aver tenuto alta la bandiera nazionale in giro per l'Europa.

Purtroppo filmati non ne trovo, neanche delle corse all'estero, ma i tanti amici appassionati del periodo lo ricorderanno sicuramente in maniera nitida.

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Altieri non era solamente una famiglia principesca romana, bensì anche il nome di uno dei migliori cavalli che abbia corso per i colori Incolinx dell'Ing. Romeo ed allenato da Vittorio Caruso.
Questo eccezionale figlio di Selkirk (secondo per somme vinte tra gli eredi) annovera 16 vittorie e 10 piazzamenti in 33 corse disputate, dunque circa il 50% di successi: percentuale eccellente. E' stato un pò come il vino buono, è migliorato invecchiando anche se già a tre anni vinse Villa Borghese, Fassati (nel quale precedette addirittura Sunstrach e Falbrav) e fu terzo nel Jockey Club.
A quattro andò a vincere il Messidor (GR3) con Gabriele Bietolini in sella, il Piazzale ed il Ribot avvalendosi della monta di Frankie Dettori.
A 5, 6 e 7 anni la definitiva consacrazione: terzo nel Repubblica di Rakti e secondo nel Roma di Imperial Dancer nel 2003, vinse il Repubblica nel 2004 e 2005 con Mario Esposito e la ciliegina sulla torta su il terzo posto nelle Eclipse Stakes di Sandown poco dietro a due mostri sacri come Oratorio e Motivator (nell'occasione fu montato da Richard Hughes).
Oltre 1 milione di euro di premi vinti, uno dei migliori cavalli da distanza classica degli ultimi vent'anni, cos'altro dire: grazie Ing. Romeo e tutto il suo entourage per regalarci sempre grandi campioni. 
 
Continuo a parlare di femmine volanti ricordando Alpha Centauri, miler irlandese che ha chiuso con la pista nel 2018 per dedicarsi al compito di fattrice, a seguito dell'infortunio, sia pure non gravissimo ma abbastanza serio da farle chiudere anzitempo la carriera agonistica, subìto nelle Matron Stakes (Gr 1) di Leopardstown, quando fu comunque seconda di Laurens.

Vincitrice di 6 delle 10 corse disputate, con due secondi posti, aveva fallito il primo tentativo in gruppo 1 nelle Moyglare Stud Stakes 2017. Tradita dal terreno pesante trovato a Leopardstown al rientro nel 2018, da quel momento in poi infilava quattro vittorie a seguire in corse di gruppo 1 (Irish 1000 Guineas, Coronation Stakes, Falmouth Stakes e Prix Jacques Le Marois) prima del secondo posto delle Matron.

Tra le vittorie ai massimi livelli, propongo quella del Royal Ascot nelle Coronation Stakes 2018, dove con il fido Colm O'Donoghue come sempre a bordo e la regìa di Jessica Harrington, lasciava a sei lunghezze Threading, stabilendo il record della pista. 



 
 
Un altro ottimo figlio di Sea The Stars è stato Crystal Ocean, soggetto solidissimo e particolarmente sfortunato nel trovare sulla sua strada Enable un po' troppo spesso. Era in dubbio se partecipare addirittura all'Arc de Triomphe 2019, ma un infortunio in allenamento ha costretto il suo entourage a destinarlo alla carriera di stallone, come originariamente previsto, perdendo forse solo l'ultima possibilità di incontrare la regina oppure di vincere la sua seconda corsa di gruppo 1 della carriera, essendo iscritto ad un'altra prova nell'autunno 2019.
Soggetto dall'andatura possente, in 17 corse ha ottenuto 8 vittorie, 7 secondi e 2 terzi posti, con una regolarità impressionante, anche se ha dovuto attendere il finale di carriera per ottenere la sua unica vittoria in gruppo 1, dopo diversi tentativi e dopo le vittorie in pattern races di grado inferiore.
Non posso che dedicargli il video dell'unico gruppo 1 vinto in carriera, le Prince of Wales's Stakes del Royal Ascot 2019.

 
 
Dedico la puntata di oggi di "riviviamo la storia" a Too Darn Hot, cavallo decisamente sfortunato come del resto alcuni membri della sua famiglia.
A causa di un lieve infortunio, aveva dovuto rinunciare alla partecipazione alle 2000 Guineas (Gr 1) di Newmarket 2019, ed anche la madre Dar Re Mi e le sue figlie Lah Ti Dar e So Mi Dar avevano dovuto rinunciare alle Oaks di Epsom per problemi fisici.
John Gosden dovette rivoluzionare il programma agonistico di Too Darn Hot, imbattuto in quattro corse a due anni, di cui tre in pattern races a salire dal gruppo 3 fino al successo in grupppo 1 nelle Dewhurst Stakes 2018.
Abbastanza deludente al rientro nel 2019 dove era solo secondo nelle Dante Stakes (Gr 2) sull'inedita distanza dei 10 furlongs, tentava le Irish 2000 Guineas (Gr 1) ma fu battuto dal grigio Phoenix Of Spain. Ancora peggio andò al Royal Ascot nelle St James's Palace Stakes (Gr 1), nelle quali fu solo terzo di Circus Maximus.
Tornò in pista a luglio a Deauville, dominando il Prix Jean Prat (Gr 1) e successivamente fece sue le Sussex Stakes (Gr 1) di Goodwood, con le quali chiuse la carriera dedicandosi a quella di stallone.
Penso che quel banalissimo infortunio a poca distanza dalle 2000 Guineas di Newmarket abbia limitato le sue chances, e pur avendo vinto tre gruppi 1, non abbia potuto pienamente esprimere le sue potenzialità.

Ho scelto come video le Dewhurst Stakes (Gr1) 2018, vinte dopo una partenza non velocissima ed una posizione a centro gruppo un po' ingabbiato, ma autore di ottimo finale grazie all'abilità del suo abituale interprete, Frankie Dettori.


 
 
Oggi parliamo del rivale storico di Roaring Lion, Saxon Warrior, appartenente al gruppo Coolmore ed attualmente impegnato nella riproduzione.
Partito alla grande con quattro vittorie nelle prime quattro corse in carriera, tutte sul miglio, ha successivamente deluso le aspettative, non riuscendo più a tornare al successo nonostante fosse sempre molto considerato.
Di difficile collocazione come distanza, una volta abbandonato il miglio sembrava potesse essere soggetto da distanze superiori, ma come il nostro "piccolo Saxon Warrior", Frozen Juke, pur dando la sensazione di valere i 10 furlongs ed il miglio e mezzo, non è mai riuscito a ripetere i successi ottenuti sui 1600 metri, trovando spesso Roaring Lion, battuto a due anni nel Racing Post Trophy (Gr 1), a sbarrargli la strada.
Ha chiuso la carriera con quattro vittorie, di cui due di gruppo 1, in nove corse disputate.
Gli dedico la vittoria delle 2000 Guineas (Gr 1) di Newmarket del 2018, con Donnacha O'Brien a bordo ed ovviamente la regìa del padre Aidan.

 
Il 2015 è stato l'anno di Golden Horn, che dopo la vittoria al debutto a due anni nel 2014, vinceva a tre anni altre otto delle dieci corse disputate, con un totale in carriera di nove vittorie e due secondi posti in undici corse.

I successi a livello di gruppo 1 sono arrivati nelle Coral Eclipse Stakes di Sandown Park, nell'Epsom Derby, nelle Irish Champion Stakes di Leopardstown e nel Prix de l'Arc de Triomphe di Parislongchamp, del quale propongo il filmato, caratterizzato dalla scelta di Frankie di percorrere all'esterno del gruppo la prima parte della corsa.

L'allievo di John Gosden, sempre affidato a Frankie Dettori dopo il debutto con William Buick, è stato secondo in altri due corse di gruppo 1, le Juddmonte International Stakes di York e la Breeders' Cup Turf di Keeneland, ultima corsa della carriera.

Attualmente funziona come stallone per Darley al tasso di £ 40.000 per il 2020.


 
 
Justify nel 2018 è stato l'ultimo in ordine di tempo dei tredici vincitori della storia della Triple Crown, riconoscimento assegnato per chi vince il Kentucky Derby, le Preakness Stakes e le Belmont Stakes.

Prima delle tre prove della Triple Crown, aveva ottenuto altre tre vittorie in altrettante corse, venendo infine ritirato da imbattuto dopo le Belmont Stakes per un problema fisico, che ha costretto il suo entourage a rinunciare alle prove successive in programma, in particolare una prova della Breeder's Cup e la Pegasus World Cup dell'anno successivo.
E' stato il primo cavallo vincitore di Triple Crown a chiudere la carriera da imbattuto ed il primo ad averla vinta senza aver corso a due anni.

E' stato coinvolto in un caso di doping, che ha offuscato in qualche modo la sua carriera, essendo stato trovato positivo ad una sostanza vietata dopo il successo al Santa Anita Derby, antecedente le prove della Triple Crown. Il fatto è stato rivelato a settembre 2019, ma il California Horse Racing Board decise di archiviare il caso, nonostante ciò avrebbe portato ad una squalifica.

Il video proposto è quello delle Belmont Stakes 2018, con le quali ha conseguito l'ambito trofeo.



 
 
orecchielunghe ha detto:
Justify nel 2018 è stato l'ultimo in ordine di tempo dei tredici vincitori della storia della Triple Crown, riconoscimento assegnato per chi vince il Kentucky Derby, le Preakness Stakes e le Belmont Stakes.

Prima delle tre prove della Triple Crown, aveva ottenuto altre tre vittorie in altrettante corse, venendo infine ritirato da imbattuto dopo le Belmont Stakes per un problema fisico, che ha costretto il suo entourage a rinunciare alle prove successive in programma, in particolare una prova della Breeder's Cup e la Pegasus World Cup dell'anno successivo.
E' stato il primo cavallo vincitore di Triple Crown a chiudere la carriera da imbattuto ed il primo ad averla vinta senza aver corso a due anni.

E' stato coinvolto in un caso di doping, che ha offuscato in qualche modo la sua carriera, essendo stato trovato positivo ad una sostanza vietata dopo il successo al Santa Anita Derby, antecedente le prove della Triple Crown. Il fatto è stato rivelato a settembre 2019, ma il California Horse Racing Board decise di archiviare il caso, nonostante ciò avrebbe portato ad una squalifica.

Il video proposto è quello delle Belmont Stakes 2018, con le quali ha conseguito l'ambito trofeo.


Gronkowski e Vino Rosso dietro di lui, cavalli che hanno poi avuto eccellenti carriere. Anche questo contribuisce - a posteriori - a dar lustro ad un'impresa magnifica, con un Mike Smith inappuntabile che nell'occasione seppe dare sfoggio di tutta la sua intelligenza tattica... Che dovrebbe mettere in atto sempre, e non solo quando vuole lui secondo me.
 
Un altro vincitore della Triple Crown negli USA è stato American Pharoah, che nel 2015 vinceva le tre prove che portano al titolo. Inoltre, con la vittoria della Breeder's Cup Classic, ha completato il Grand Slam of thoroughbred racing, titolo informale assegnato al vincitore di quattro major races nell'annata.
La sua carriera non cominciò benissimo, con un quinto posto al debutto, seguito però da due nette vittorie a due anni. Saltò la Breeder's Cup Juvenile per un infortunio, cosa che non gli impedì di ottenere il riconoscimento di miglior maschio di due anni dell'anno (2014), per poi dar vita alla trionfale marcia del 2015, nel quale fu anche nominato cavallo dell'anno, oltre ovviamente a miglior tre anni maschio dell'anno.
I suoi diritti di monta erano stati venduti da tempo ad una consociata del Coolmore, l'Ashford Stud, dove ora funziona come riproduttore.

Rivediamolo nell'ultima corsa della carriera, la Breeder's Cup Classic di Keeneland, quando lasciò il secondo ad oltre sei lunghezze stabilendo il record della pista, con in sella Victor Espinoza per Bob Baffert.





 
 
L'amico Marco sta tirando fuori tutti i più grandi pezzi da novanta del galoppo mondiale degli ultimi anni!

American Pharoah credo possa essere indicato come l'americano più completo degli ultimi anni, anche perchè è già adesso e presumibilmente continuerà ad essere un grandissimo stallone.

Vincere nello stesso anno Triple Crown e BC Classic (peraltro con record del tracciato) a 3 anni lo innalzano per forza di cose nel gotha della storia dell'ippica. Peccato per il ritiro precoce, sarebbe stato bello vederlo battagliare anche al di fuori dell'America, Dubai su tutti.

 
 
Rimaniamo negli USA parlando di California Chrome, classe 2011, mantenuto in allenamento fino ad inizio 2017 per poi essere destinato alla riproduzione. Dei quattro anni di competizioni (più l'inizio del 2017), il 2013 era cominciato male fino all'incontro con Victor Espinoza e la vittoria nelle Graduation Stakes, il 2015 è stato condizionato da un infortunio dopo due secondi posti, mentre negli altri due anni ha raccolto premi su premi, tra cui quello di cavallo dell'anno in entrambe le stagioni. Sfortunato per aver mancato la Triple Crown 2014 a causa di una ferita causata da un contatto in partenza nelle Belmont Stakes, ultima prova della triplice, ha riportato le seguenti major races:
 
 
Ragazzi qualcuno di voi ricorda Salselon (Galoppo) vincitore di un premio Pisa intorno al 2002 penso e di diverse belle corse specialista dei 1400 metri. Lo adoravo perché partiva piano si metteva sulle gambe e aveva delle frazioni finali micidiali io non sto riuscendo a trovare dei filmati ma forse qualcuno di voi è più bravo ;)
 
savinoz ha detto:
Ragazzi qualcuno di voi ricorda Salselon (Galoppo) vincitore di un premio Pisa intorno al 2002 penso e di diverse belle corse specialista dei 1400 metri. Lo adoravo perché partiva piano si metteva sulle gambe e aveva delle frazioni finali micidiali io non sto riuscendo a trovare dei filmati ma forse qualcuno di voi è più bravo ;)
Era un periodo nel quale io non seguivo l'ippica, comunque vinse, oltre al Premio Pisa, tre volte il Premio Chiusura sui 1400 p.d., vinse un gruppo 3 in Francia e ottenne piazzamenti anche a livello di gruppo 1. Nonostante ciò non sono riuscito a trovare nessun video :S
 
 
Per l'appuntamento con la storia di oggi, scendo di livello per presentare un cavallo che ho seguito per quasi tutta la sua carriera, Latrobe, vincitore di sole tre corse tra le quali l'Irish Derby 2018, quando con un bel finish andò ad imporsi per mezza lunghezza su Rostropovich, per la connection Joseph O'Brien/Donnacha O'Brien.

Soggetto che nel complesso non ha rispettato le promesse, ma che pur non essendo certamente una star di prima grandezza, ho sempre seguito ed appoggiato con passione.

Rivediamolo in azione nell'Irish Derby 2018.

 
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