Crediamo possa essere stato più o meno questo il primo pensiero passato per la testa di HH Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum quando Christophe Soumillon, più scomposto che mai, ed uno statuario Thunder Snow hanno messo quel naso davanti al sorprendente e mai domo Gronkowski.
Il tremendo parziale finale di Coal Front, il volo di Plus Que Parfait, la consacrazione di X Y Jet, la solidità e la semplicità d'azione di Almond Eye. Ci hanno provato, gli americani. Ci hanno provato, i giapponesi. Ma a Dubai non si passa, il nome giusto è uno solo: Godolphin.
Un cantante di nome
Pitbull in una sua celeberrima canzone diceva
"Un, dos, tres, cuatro... Rumba!" ed oggi i cavalli di sua maestà per quattro volte, proprio come dei mastini, hanno colpito e steso gli avversari più forti.
Blue Point è stato il primo, ha tracciato la strada nell'Al Quoz Sprint abbattendo australiani, americani ed asiatici con un crono nell'ordine dell'1.08 che lo eleva una volta per tutte nel gotha dei
flyers; Cross Counter ha proseguito, da buon maratoneta ha atteso che si aprisse il varco creatogli dal compagno Red Galileo in versione gregario per volare via gli avversari e battere l'altro compagno di colori Ispolini e l'ottimo francese Call The Wind, del quale continueremo a sentire parlare positivamente.
Poi la pattuglia blu ha deciso di lasciare spazio agli ospiti: X Y Jet si è preso una meritata passerella per l'agognata vittoria nel Golden Shaheen dopo due secondi posti ed Almond Eye ha dato vita ad uno show ricco di talento, forza ed esplosività che a lungo ricorderemo nella storia del Dubai Turf. Beh, che dire, due passerelle guadagnate sul campo e meritate umanamente a cui ci inchiniamo e battiamo le mani anche noi. Senza dimenticare le prove di forza e classe del jockey Jose Luiz Ortiz, al debutto a Meydan, che con grande acume tattico ha portato a casa Godolphin Mile e UAE Derby.
E' la volta dello Sheema Classic, sono pochi ma ottimi. Possibile che William Buick riesca nel triplo a seguire, sia in questa corsa che nel pomeriggio? Ebbene sì, William Buick c'è riuscito. E Charlie Appleby pure. E Godolphin? Pure, ovvio.
C'erano tre fra i migliori mezzofondisti giapponesi contro, mica uno. Ed altrettanti britannici, capeggiati da una doppietta pesante schierata da Padre Aidan (O'Brien, per chi non lo sapesse). Rey De Oro davanti, Magic Wand all'esterno a premere, Old Persian allo steccato, ecco che inizia l'ultima curva, Rey De Oro cede, Magic Wand pure, gli altri due giapponesi recuperano posizioni e si fanno sotto, ma chi è che vola via? Old Persian,
obviously. Braccia, frusta, cuore, animo... E 3! Il tris è servito, Cheval Grand e Suave Richard raccolgono le briciole, se così è lecito chiamarle in una corsa da 6 milioni di dollari. Il vincitore rientra al tondino ed il suo proprietario, come un comunissimo mortale, tira fuori dalla tasca un modesto iPhone e scatta una foto ricordo, la utilizzerà come sfondo?
Il pomeriggio volge al termine, il tondino si riempie, è l'ora della Dubai World Cup da 12 milioni di dollari. Ipotesi, suggestioni, dubbi, fin quando - a pochi minuti dalla partenza - inquadrano dietro le gabbie Thunder Snow: fermo, immobile, statuario, senza una goccia di sudore nonostante l'umidità vicina al 100%, un mostro a quattro zampe. E' lì che si accende la lampadina, può vincere! Può essere il primo cavallo della storia a concedere il bis nella Dubai World Cup.
Tutto pronto, partiti! Mullen attentissimo su North America che parte come un razzo mettendo di fatto fuori corsa Capezzano, Soumì è fenomenale su Thunder Snow ad essere altrettanto rapido dall'esterno a portarsi allo steccato, proprio dietro North America e quel Gronkowski che aveva solamente iniziato a sorprendere.
Si entra in retta, il gruppo perde i pezzi, gli americani soffrono, North America non ne ha più e viene sfilato da Gronkowski prima e Thunder Snow poi, il quale appariglia l'unico statunitense apparentemente superstite e qui inizia uno dei duelli più belli di questo nuovo millennio: Gronkowski avanti, Thunder Snow insegue a mezza lunghezza, Murphy e Soumillon danno tutto: braccia, frusta, cuore. Saltati tutti gli schemi, saltata ogni singola lezione sullo stile in sella, Thunder Snow si fa sempre più sotto, Soumì lo spinge con ogni parte del suo corpo, mancano 100 metri, forse qualcosa in meno, Thunder Snow sembra passare, il palo è sempre più vicino... 30, 20, 10 metri, è fatta! THUNDER SNOW E' NELLA STORIA.
Porta a casa un duello che non si vedeva da tempo e scrive la storia, Soumillon è alle stelle, felice come un bambino. Il team è composto, anche se a stento si trattiene, fin quando - finalmente sul palco - Sheikh Mohammed si lascia andare alla sua classica danza festosa, non prima di aver tirato nuovamente fuori il suo iPhone ed aver immortalato il suo pupillo; beh, in realtà forse meglio questa come sfondo, giusto Sua Maestà?. E nel frattempo genio e sregolatezza Soumì ci regala il salto "alla Frankie" per scendere di sella dal Fenomeno.
E' tempo dei fuochi d'artificio, del concerto, è tempo di chiudere, di salutare Meydan e fissare l'appuntamento per il prossimo novembre, quando tutto prenderà nuovamente il via.
Sono stati mesi intensi, mesi di grandi corse ed eccellente passione. Diranno - come al solito - che Meydan è solo uno show, che Meydan è solo denaro, che Meydan è tutto fumo e niente arrosto, che a Meydan non ci sono cavalli veri, che Meydan è solo il gioco di Godolphin. Ma la giusta risposta è che lo show di Meydan è il più bello ed affascinante, che il denaro di Meydan fa sì che sia l'unico meeting al mondo in cui si radunano tutti i 5 Continenti, che i cavalli veri partono da Meydan e arrivano a Meydan e che Godolphin sa giocare, eccome se sa giocare; sa perdere, sa incassare i colpi e sa ripartire, piazzando quelli che fanno male davvero.
La giornata di Almond Eye, che da qui ha iniziato il suo percorso verso la sfida ad Enable e Sea Of Class nel prossimo Arc De Triomphe, la giornata di Blue Point che avrà da confermarsi anche in Europa, la giornata di Cross Counter che ci auguriamo possa essere il fulcro di un'altra Gold Cup, quella di Ascot, la giornata di Old Persian, che tra qualche mese potrebbe ritrovare proprio Almond Eye sui tracciati d'Oltremanica e magari pure d'Oltralpe, ma è la giornata soprattutto di Thunder Snow, che ovunque andrà lo potrà fare consapevole di aver scritto la storia.
Ed un messaggio, neanche troppo velato, credo sia giusto rivolgerlo a chi oggi non ha permesso a noi appassionati di tirare fuori quei 5 euro a corsa per accompagnare la scommessa allo spettacolo: meeting così non ce ne sono al mondo, spettacoli così non esistono, aria equina così pura è difficile trovarla. Ricordiamoci, tutti insieme, che l'ippica è prima sport, poi interesse. Noi le corse le abbiamo seguite, commentate, vissute, ci siamo emozionati, ma sarebbe stato molto più bello se un numero maggiore di persone avesse avuto modo di farlo dalla tv, dall'agenzia, con commento in lingua italiana e non in inglese come abbiamo dovuto fare noi. E' vero, il Carnival c'è tutti gli anni, ma ogni lasciata è persa... E lo spettacolo vissuto quest'anno, credetemi, è stata una brutta lasciata per chi non ha potuto seguirlo.
Stavolta è veramente tutto, il tempo di assimilare e rivivere le emozioni di questa giornata e di questi mesi e poi si torna in Europa per la stagione classica, più carichi ed appassionati che mai. Passo e chiudo.