Dottò
Utente Molto Attivo
Il Mipaaft ha bloccato da oggi e fino al 31 dicembre l'accettazione delle scommesse sulle corse estere.
La motivazione risiede nel fatto che il Mipaaft avrebbe esaurito i fondi previsti a tale scopo.
Come riportato dalla Gazzetta Dello Sport, tutto questo sembra assurdo, considerando che le spese per i diritti ammontano a circa il 3% del volume delle scommesse, mentre il guadagno per l'erario ammonta al 14%.
Il problema (tutto italiano, n.d.r.) è che le spese vanno in conto al Mipaaft, mentre gli incassi sono a favore dell'erario e quindi del Ministero dell'Economia, e non esiste una voce di compensazione.
Già nel 2017 c'erano stati dei problemi per quanto riguarda il recupero dei fondi destinati al pagamento dei diritti sulle corse estere, ed erano stati risolti attingendo fondi da altri capitoli di spesa, cosa che si spera possa essere replicata anche per l'anno corrente.
L'assenza di corse estere dal palinsesto, in aggiunta al diradamento delle corse italiane, molte delle quali di qualità decisamente bassa e poco attrattive per gli appassionati e per gli scommettitori, comporterebbe la perdita di parte del meeting d'hiver di Vincennes di trotto, oltre alle corse britanniche e francesi di galoppo che riscuotono un certo successo.
Il rischio di un'ulteriore perdita di una fetta di mercato a favore di altri settori nell'ambito del gioco d'azzardo, è molto alto tanto da mettere ancora più in crisi l'intero comparto ippico, già invischiato in una situazione catastrofica ad un passo dal baratro.
E' risaputo che una volta persa la clientela, per vari motivi, sarà impossibile recuperarla tutta al di là del mese abbondante di mancati introiti.
A mio avviso, è del tutto insensato pensare che in mancanza di corse estere, l'importo finora scommesso verrà riversato in maniera consistente sulle solitamente poco interessanti competizioni italiane.
Ogni intervento dei membri del gruppo sarà un importante contributo alla discussione, per quanto poco si possa fare per cambiare questa situazione a dir poco desolante.
La motivazione risiede nel fatto che il Mipaaft avrebbe esaurito i fondi previsti a tale scopo.
Come riportato dalla Gazzetta Dello Sport, tutto questo sembra assurdo, considerando che le spese per i diritti ammontano a circa il 3% del volume delle scommesse, mentre il guadagno per l'erario ammonta al 14%.
Il problema (tutto italiano, n.d.r.) è che le spese vanno in conto al Mipaaft, mentre gli incassi sono a favore dell'erario e quindi del Ministero dell'Economia, e non esiste una voce di compensazione.
Già nel 2017 c'erano stati dei problemi per quanto riguarda il recupero dei fondi destinati al pagamento dei diritti sulle corse estere, ed erano stati risolti attingendo fondi da altri capitoli di spesa, cosa che si spera possa essere replicata anche per l'anno corrente.
L'assenza di corse estere dal palinsesto, in aggiunta al diradamento delle corse italiane, molte delle quali di qualità decisamente bassa e poco attrattive per gli appassionati e per gli scommettitori, comporterebbe la perdita di parte del meeting d'hiver di Vincennes di trotto, oltre alle corse britanniche e francesi di galoppo che riscuotono un certo successo.
Il rischio di un'ulteriore perdita di una fetta di mercato a favore di altri settori nell'ambito del gioco d'azzardo, è molto alto tanto da mettere ancora più in crisi l'intero comparto ippico, già invischiato in una situazione catastrofica ad un passo dal baratro.
E' risaputo che una volta persa la clientela, per vari motivi, sarà impossibile recuperarla tutta al di là del mese abbondante di mancati introiti.
A mio avviso, è del tutto insensato pensare che in mancanza di corse estere, l'importo finora scommesso verrà riversato in maniera consistente sulle solitamente poco interessanti competizioni italiane.
Ogni intervento dei membri del gruppo sarà un importante contributo alla discussione, per quanto poco si possa fare per cambiare questa situazione a dir poco desolante.