savinoz ha detto:
Mi piacerebbe intervenire su questo discorso anche se si sono toccati temi diversi: 1) Scommesse;2) Immagine;3) Esodo delle eccellenze.
1) Paragonare il modo di giocare in Italia a quello Svedese dove l'ippica come gioco inteso scommessa e non solo sport è religione è sbagliato. Quindi pensare a modelli per carità carini e con quote da capogiro qui nello stesso format o quasi è impossibile! ( il giocare meno di 20 centesimi a combinazione sarebbe follia per il movimento che possiamo generare anche facendo girare le cose per il verso giusto). In Francia il discorso è diverso un po' come le Slot da noi per intenderci lo Stato Investe sul gioco e ci sono punti gioco ovunque . (Da noi semmai ci sono tre slot machine magari non a norma nel bar che fa 20 caffè al giorno nel quartiere popolare di periferia per intenderci). Da noi la soluzione potrebbe essere programmare belle corse, che a dirsi sembra facile ma qui da noi realizzarle anche se il materiale non manca (al galoppo forse sì o perlomeno è poco), non è affatto facile. Sulla scommessa faro, la mente dell'italiano medio è programmata x l'evento (mi spiego meglio x generazioni e alcune ancora oggi ne risentono la domenica era il giorno del calcio anche se ufficialmente siam tutti cattolici :huaha: ), quindi creare una corsa bellissima e indecifrabile con un numero che porti quasi sempre al Jackpot stile Francia quindi 18-20 cavalli al trotto 16/18 al galoppo con un paio di riserve pronte sul campo a subentrare con Antepost durante tutta la settimana e altre piccole trovate pubblicitarie oltre la copertura discreta ma continua sui canali in chiaro, comprese le informazioni di corredo (vi faccio l' esempio della nostra Tris quando all'improvviso scomparse dal nostro Televideo Rai in 2 mesi si perse l'8 % del volume ma questo è passato in sordina).
2) Immagine significa che chi tiene i fili del comando dai politici in giù voglia vedere il tutto come risorsa, tutto ciò è cessato già negli anni 90 quando l'ultima generazione ha visto la nostra seconda giovinezza (periodo delle vacche grasse che si è esaurito in un lampo), e chi è venuto dopo ha investito su altri lidi (a mio modesto parere perché la mia generazione a differenza del sottoscritto non ha investito sulle passioni , ma ha voluto consumare senza conoscere )
3) Il problema più facile da risolvere perché torno a ripetermi il materiale umano, equino (specie al trotto, ma questo non significa che i nostri allevatori al galoppo non sappiano fare il loro mestiere anzi..), non manca e ripulire le mele marce basta poco se tutto funziona. In più bisogna proteggere e tutelare gli spazi dedicati a questo sport e quindi gli impianti storici o non devono essere davvero tutelati e non svenduti al dio Denaro (inteso come al facile affare che alla lunga non si rivela redditizio) e qui mi fermo se penso ai tanti impianti ormai persi e ad alcuni che stanno per fare la stessa fine e quindi non sono più lucido per continuare la mia disamina.
P.S. Scusate se mi sono permesso di esprimere un mio pensiero che può anche non essere condivisibile , ma che vi assicuro proviene dal cuore e dalla testa di uno che ama questo sport e i suoi meravigliosi interpreti e tutto ciò che lo circonda :quadri:
Premettendo che qui ci si scambia opinioni e che tutte le ritengo legittime anche se non ci si può trovare d'accordo, mi sento di dire che hai sollevato perplessità oculate.
Qui sarebbe tutto possibile, come da altre parti, il problema è che andrebbe "tirata a sale" l'ippica e rifondata, ma ci vorrebbe anche una classe politica ben diversa.
Già è tanto se siamo ancora in piedi, considerato quanto l'ippica è ben vista......
Detto questo in ogni caso una profonda riforma ci vuole, speriamo veramente che qualcuno la appronti ma senza guardare in faccia nessuno.
Per quanto riguarda gli impianti ahimè hai ragione da vendere. La speculazione edilizia non ha confini, basti vedere quegli ippodromi ormai chiusi da tempo, quelli già venduti e quelli in vendita al momento. La Maura ha già il suo compratore, quindi prepariamoci che o metteranno il trotto all'interno del galoppo o che nella peggiore delle ipotesi riescano a far togliere il vincolo storico anche a quello del galoppo e vada tutto a catafascio. E' noto infatti che la società proprietaria di S.Siro (quella che ha acquistato Snaitech) stia cercando da tempo di farlo togliere, finora fortunatamente con risultati zero. Ma se dovesse riuscirci e l'ippica andasse via da Milano credete forse non crollerà in tutta Italia? Resteranno soltanto quegli impianti dove magari qualche privato vorrà investire (anche se al momento la vedo dura).
Se invece vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno pensiamo che al di là delle lacrime la Bellanova qualcosa sta facendo, il sottosegretario anche, speriamo continuino anche se ci vorrebbero interventi molto ma molto più consistenti, come ad esempio la riduzione dell'iva sugli acquisti di cavalli italiani, la riduzione del prelievo sulle scommesse e loro ristrutturazione, maggior immediatezza dei pagamenti, creazione di corsi professionali aperti a tutti per fantino, maniscalco, allenatore, gentleman, artiere (adesso per alcune di queste o non esistono corsi o quelli aperti hanno limiti di età).