Disposizioni relative al Covid-19

Trinity ha detto:
La nostra situazione ormai è assurda e inqualificabile a tutti gli effetti. D'Alesio perde tempo a chiedere deroghe invece di insistere su una data SICURA per la ripartenza. Credo che diversi proprietari abbiano già lasciato, sconfortati e amareggiati nonchè impossibilitati a continuare nell'indebitarsi senza la prospettiva di poter rientrare delle spese tramite i premi al traguardo.
Altro tasto dolente...l'allevamento. A quanto pare la commissione che valuta i puledri per le aste non prevede neanche al momento di uscire....quindi la cosa si fa lunga. Se poi non si facessero le aste molti prodotti resterebbero invenduti, magari costringendo gli allevatori a venderli al minimo per non perderci se non peggio. Inoltre se si allungano ancora i tempi e non si potessero fare le classiche, come dare valore ai tre anni potenziali fattrici e stalloni del domani? Sarebbero tutti molto penalizzati e quindi anche l'allevamento.
Tutto questo è anche figlio del passato, dove nessuno si è mai prodigato per dare una vera identità al settore (agricoltura o sport?) lasciandolo in quel limbo da cui se non uscirà neanche in questa occasione verrà fagocitato.
Per mia personalissima opinione l'ippica va nell'agricoltura, perchè le corse sono il naturale sbocco dell'allevamento cavalli da corsa, competenza del comparto agricoltura.
L'attuale Ministro al momento pare troppo impegnata su fronti che le stanno più a cuore e chi ha le deleghe per l'ippica ha le mani legate, inutile dire il contrario.
Siamo all'8 maggio, in teoria correndo come il vento si potrebbe anche partire il 18, ma dovremmo saperlo oggi.
Speriamo soltanto che non paragonino l'ippica al ciclismo, altrimenti se ne parla a giugno inoltrato e sarebbe una catastrofe. E' evidente che il distanziamento nel nostro mondo è molto più fattibile che quello in un supermercato, tanto per dirne una, come è evidente che non c'è abbastanza interesse per l'ippica tanto da battere i pugni sul tavolo (chi può) per farla finalmente ripartire. 
Un settore come tanti appeso per sopravvivere soltanto alla speranza.....


 

Poco da aggiungere, purtroppo... a parzialissima consolazione, ho constatato con stupore che anche dove l'ippica è molto più importante, sia come interesse, che come livelli, che come valenza economica e con un ente appositamente creato per la gestione (la Horse Racing Ireland), anche in Irlanda il settore è stato messo nel mucchio. In un primo tempo era stato richiesto se l'ippica facesse parte dell'equivalente del Mipaaft in Irlanda oppure dello sport in generale. Ma anche una volta che è stata assegnata all'agricoltura, anche il relativo ministero di riferimento ha rimandato tutti a fine giugno, salvo che nel prossimo futuro la HRI non riesca in una mediazione.
Come abbiamo potuto osservare, limitatamente all'Europa, le decisioni in merito all'ippica sono state molto diverse tra i vari stati, ma sostanzialmente, Francia a parte, riconducibili alle linee guide generali imposte da ciascun governo.
Vediamo... intanto gustiamoci la Francia, e forse la Gran Bretagna. Personalmente e limitatamente alla parte relativa allo spettacolo, non potendo andare comunque alle corse e lasciando da parte l'interesse personale come proprietario, tv per tv preferisco vedere le corse della stagione classica europea che non quelle nazionali.
 
orecchielunghe ha detto:
Poco da aggiungere, purtroppo... a parzialissima consolazione, ho constatato con stupore che anche dove l'ippica è molto più importante, sia come interesse, che come livelli, che come valenza economica e con un ente appositamente creato per la gestione (la Horse Racing Ireland), anche in Irlanda il settore è stato messo nel mucchio. In un primo tempo era stato richiesto se l'ippica facesse parte dell'equivalente del Mipaaft in Irlanda oppure dello sport in generale. Ma anche una volta che è stata assegnata all'agricoltura, anche il relativo ministero di riferimento ha rimandato tutti a fine giugno, salvo che nel prossimo futuro la HRI non riesca in una mediazione.
Come abbiamo potuto osservare, limitatamente all'Europa, le decisioni in merito all'ippica sono state molto diverse tra i vari stati, ma sostanzialmente, Francia a parte, riconducibili alle linee guide generali imposte da ciascun governo.
Vediamo... intanto gustiamoci la Francia, e forse la Gran Bretagna. Personalmente e limitatamente alla parte relativa allo spettacolo, non potendo andare comunque alle corse e lasciando da parte l'interesse personale come proprietario, tv per tv preferisco vedere le corse della stagione classica europea che non quelle nazionali.
Bè purtroppo devo dire che da anni le nostre classiche hanno per me lo stesso appeal degli hp di minima o quasi....vincono sempre quelli, ci sono pochissimi stranieri, se un piccolo proprietario non ha la fortuna di avere un crack in mano non può neanche sognare di arrivarci, le possibilità economiche sono nelle mani di pochi e sempre i soliti mi pare.
Ovvio che guardare le poules francesi, i derby esteri e tutte le corse di gruppo non italiane sia più gratificante per lo spettatore, aggiungo purtroppo.
Ma se eravamo messi così prima, figuriamoci adesso.
Non posso criticare quegli allenatori che hanno deciso di andarsene da qui, idem i fantini. 
Alcuni hanno solo delocalizzato parzialmente all'estero (vedi Botti), ma altri se ne sono proprio andati a cercar fortuna altrove.
E parlo del galoppo.

Per il trotto è diverso. I nostri prodotti vanno in trasferta e fanno ottimi risultati, i driver anche (non tocchiamo le polemiche di questi giorni con la Svezia che è meglio). Abbiamo un fior di cavallo come Zacon Giò che ha fatto vedere i sorci verdi negli States, che viene da uno stallone neanche tanto nominato, ha un proprietario appassionatissimo cui auguro ogni bene e ogni fortuna; senza contare tutti gli altri che sono andati in Francia o Paesi Nordici a fare bellissime figure anche nei giorni scorsi. Questo per dire, come già abbiamo affrontato in altra parte del forum, di quanto sia debole l'allevamento galoppo rispetto a quello del trotto a livello internazionale.

Spero vivamente che tra oggi e domani si muova qualcosa, altrimenti andando avanti di questo passo resteranno solo le ceneri di un tempo che fu.
 
Trinity ha detto:
Bè purtroppo devo dire che da anni le nostre classiche hanno per me lo stesso appeal degli hp di minima o quasi....vincono sempre quelli, ci sono pochissimi stranieri, se un piccolo proprietario non ha la fortuna di avere un crack in mano non può neanche sognare di arrivarci, le possibilità economiche sono nelle mani di pochi e sempre i soliti mi pare.
Ovvio che guardare le poules francesi, i derby esteri e tutte le corse di gruppo non italiane sia più gratificante per lo spettatore, aggiungo purtroppo.
Ma se eravamo messi così prima, figuriamoci adesso.
Non posso criticare quegli allenatori che hanno deciso di andarsene da qui, idem i fantini. 
Alcuni hanno solo delocalizzato parzialmente all'estero (vedi Botti), ma altri se ne sono proprio andati a cercar fortuna altrove.
E parlo del galoppo.

Per il trotto è diverso. I nostri prodotti vanno in trasferta e fanno ottimi risultati, i driver anche (non tocchiamo le polemiche di questi giorni con la Svezia che è meglio). Abbiamo un fior di cavallo come Zacon Giò che ha fatto vedere i sorci verdi negli States, che viene da uno stallone neanche tanto nominato, ha un proprietario appassionatissimo cui auguro ogni bene e ogni fortuna; senza contare tutti gli altri che sono andati in Francia o Paesi Nordici a fare bellissime figure anche nei giorni scorsi. Questo per dire, come già abbiamo affrontato in altra parte del forum, di quanto sia debole l'allevamento galoppo rispetto a quello del trotto a livello internazionale.

Spero vivamente che tra oggi e domani si muova qualcosa, altrimenti andando avanti di questo passo resteranno solo le ceneri di un tempo che fu.

Anche se a malincuore, sottoscrivo parola per parola... solo per il galoppo, per il trotto mi limito ad ascoltare non avendo un'idea chiara della situazione.

Durante il periodo in cui frequentavo l'ippodromo (San Siro) da ragazzo, per le classiche venivano da Francia, Irlanda e Gran Bretagna fior di campioni, sia cavalli che fantini. Qualche volta si avventurava dalle nostre parti qualche tedesco, ma salvo rari casi veniva praticamente ignorato e se ne tornava a casa spesso a mani vuote. Ora nemmeno i tedeschi, dopo aver fatto razzìa di premi una volta spariti gli altri, vengono quasi più da noi, o se lo fanno, mandano cavalli che da loro sono considerati buoni ma non campioni. Gli altri stranieri che vengono solo i saltatori ed alcuni dagli stati mitteleuropei, di solito per partecipare a normalissime corse principalmente a Merano.
 
orecchielunghe ha detto:
Anche se a malincuore, sottoscrivo parola per parola... solo per il galoppo, per il trotto mi limito ad ascoltare non avendo un'idea chiara della situazione.

Durante il periodo in cui frequentavo l'ippodromo (San Siro) da ragazzo, per le classiche venivano da Francia, Irlanda e Gran Bretagna fior di campioni, sia cavalli che fantini. Qualche volta si avventurava dalle nostre parti qualche tedesco, ma salvo rari casi veniva praticamente ignorato e se ne tornava a casa spesso a mani vuote. Ora nemmeno i tedeschi, dopo aver fatto razzìa di premi una volta spariti gli altri, vengono quasi più da noi, o se lo fanno, mandano cavalli che da loro sono considerati buoni ma non campioni. Gli altri stranieri che vengono solo i saltatori ed alcuni dagli stati mitteleuropei, di solito per partecipare a normalissime corse principalmente a Merano.
Concordo. Merano è un'isola felice, anche se solo per i saltatori.
Una volta ricordo bene quanti francesi, americani, svedesi venivano da noi, nel trotto in particolar modo. E grandi cavalli, non mezze cartucce. 
Nel galoppo ricordo bene la giubba Godolphin che ovviamente attirava anche parecchio pubblico, mi pare che una volta venne anche qualche cavallo Aga Khan, secoli fa.....poi abbiamo perso appeal, vuoi per la burocrazia (il virus più letale in assoluto per il nostro Paese a mio modesto parere) che manteneva lunghissimi tempi di erogazione dei premi anche agli stranieri che ci è costato il downgrade continuo, vuoi per una decadenza generale dell'ippica italiana in terra italiana. 
Una volta andavi alle aste, erano strapiene di acquirenti e puledri, i venditori realizzavano bene. Adesso si vedono pochi intimi, pochi cavalli, esteri quasi un miraggio tranne alcuni casi di questi ultimi due tre anni. Va fatto un plauso a tutti gli allevatori che ancora, con passione e dedizione, continuano ad andare avanti. 
Qui si sono un pò tutti accontentati, ognuno coltivando il proprio orticello senza avere magari una visione futurista e di comparto. E adesso che siamo nella melma si accorgono di tante cose, sperando non sia già troppo tardi.
Anche nel galoppo, abbiamo visto grandi cavalli arrivare, ma si parla del tempo delle guerre puniche. Adesso hai ragione nel dire che mandano quelli di medio livello e tuttavia alcuni riescono a irridere i nostri migliori.....questo la dice lunga....
 

 
 
da mondoturf.net

 
Italia: Il punto della situazione, i nodi da sciogliere e le potenziali date per la ripresa
 
Cosa succede nel frattempo in Italia? Diciamo che c'è ancora un bel po di confusione, a partire dal fatto che il nostro Ministro dell'Agricoltura Teresa Bellanova ha minacciato di dimettersi e qualora succedesse per davvero, ci sarebbero conseguenze e ritardi ancora più gravi anche nel nostro settore e non solo nel paese Italia.
Speriamo che, in questo particolare periodo, prevalga il buon senso e si rientri tutti nei ranghi per far progredire la nazione e aiutarla ad uscire da questo empasse.
Torniamo a noi e all'ippica: Dopo la ricezione della bozza del protocollo sanitario da parte dello stesso Ministero verso gli ippodromi, questi ultimi ieri hanno replicato con le osservazioni varie e, piuttosto contrariati, hanno rispedito al mittente le proposte di fare massimo 6 corse a giornata con il campo partenti massimo consentito di 12 cavalli, chiedendo maggiore libertà per far meglio assorbire agli ippodromi questi due mesi di stop.
Nei giorni prossimi arriveranno delle ulteriori risposte, verranno mandate ulteriori bozze, e di giorni ne saranno passati ancora degli altri. Tutti sarebbero stati buoni per la ripresa. Sembra quasi si stia prendendo tempo per avere le idee più chiare man mano che si gireranno le pagine sul calendario.

In tutto questo il calcio, riferimento e fulcro della vicenda sportiva in Italia, ritarderà la regolare ripresa del campionato causa i nuovi casi di positività nella Sampdoria e nella Fiorentina, e di conseguenza c'è meno tempo per pensare agli affari dell'ippica. In più si attende ancora la risposta alla famosa interrogazione parlamentare promossa da Alessandro Battilocchio, e sono già passati dieci giorni.

SOVVENZIONI IPPODROMI: Nella prima parte della giornata di ieri altri problemi, oltre a quello della bozza del protocollo sanitario, erano emersi in merito alle questioni strettamente relative alle sovvenzioni agli ippodromi. Nelle successive ore sembra che questi nodi si siano sciolti. Gli ippodromi infatti non avevano ancora ricevuto l'anticipo previsto dall'accordo.

DATE: Per ora non si è parlato ancora di date. Tra i "si dice" e le cosiddette "fonti sicure", oltre alle fonti "casarecce" vecchio stile tipo "mio cugino ben informato conosce un tizio che è una fonte sicura, ed ha un amico dello zio della sorella che era gobba pure quella", c'è chi è fiducioso ancora per il 18 Maggio, chi invece ipotizza la data minima del 1° Giugno, chi parla addirittura di Luglio e chi invece direttamente Settembre.
Si tratta solo di ipotesi e suggestioni personali frutto di influenze da parte di uno schieramento piuttosto che un altro. Al momento tirar fuori date è solo esercizio inutile e dannoso, ed è solo fantasia. Bisogna attendere ancora qualche giorno.

 
 
Quanto avevo riportato nell'argomento galoppo Francia 2020 secondo un'ultim'ora di Paris-Turf, viene ripreso su FB da mondoturf.net

Francia: Minaccia alla ripresa delle corse! La data dell'11 Maggio è in discussione. L'indiscrezione di Paris-Turf
 
In Francia spunta una clamorosa indiscrezione rilanciata dal portale di paris-turf che annuncia come sia tutt'altro che scontata la ripresa delle corse per lunedì 11 Maggio.
Speriamo sia solo una presa di posizione da parte delle forze contrapposte a quelli che vorrebbero l'apertura di tutti gli eventi sportivi.

Paris Turf scrive: Secondo le nostre informazioni, la ripresa delle corse di questo lunedì 11 maggio sarebbe discussa, persino minacciata. La mancata considerazione della mappa di deconfinamento, in cui molti dei circuiti di recupero si trovano nella zona rossa, sarebbe al centro del problema.

Ricordiamo che, lunedì, Jean-Michel Aulas, il presidente dell'Olympique Lyonnais aveva twittato: "È divertente che le corse dei cavalli riprendano prima del calcio professionistico. Questa sentenza ha senza dubbio sfidato un governo che ha significato, a partire da martedì 28 aprile, la cessazione del campionato di calcio francese.
Ulteriori informazioni a seguire.
 
orecchielunghe ha detto:
Quanto avevo riportato nell'argomento galoppo Francia 2020 secondo un'ultim'ora di Paris-Turf, viene ripreso su FB da mondoturf.net Francia: Minaccia alla ripresa delle corse! La data dell'11 Maggio è in discussione. L'indiscrezione di Paris-Turf
 
In Francia spunta una clamorosa indiscrezione rilanciata dal portale di paris-turf che annuncia come sia tutt'altro che scontata la ripresa delle corse per lunedì 11 Maggio.
Speriamo sia solo una presa di posizione da parte delle forze contrapposte a quelli che vorrebbero l'apertura di tutti gli eventi sportivi.

Paris Turf scrive: Secondo le nostre informazioni, la ripresa delle corse di questo lunedì 11 maggio sarebbe discussa, persino minacciata. La mancata considerazione della mappa di deconfinamento, in cui molti dei circuiti di recupero si trovano nella zona rossa, sarebbe al centro del problema.

Ricordiamo che, lunedì, Jean-Michel Aulas, il presidente dell'Olympique Lyonnais aveva twittato: "È divertente che le corse dei cavalli riprendano prima del calcio professionistico. Questa sentenza ha senza dubbio sfidato un governo che ha significato, a partire da martedì 28 aprile, la cessazione del campionato di calcio francese.
Ulteriori informazioni a seguire.
Boh....dal racing post risulta che abbiano già dichiarato i partenti per lunedì....
 
 
orecchielunghe ha detto:
da mondoturf.net Italia: Il punto della situazione, i nodi da sciogliere e le potenziali date per la ripresa
 
Cosa succede nel frattempo in Italia? Diciamo che c'è ancora un bel po di confusione, a partire dal fatto che il nostro Ministro dell'Agricoltura Teresa Bellanova ha minacciato di dimettersi e qualora succedesse per davvero, ci sarebbero conseguenze e ritardi ancora più gravi anche nel nostro settore e non solo nel paese Italia.
Speriamo che, in questo particolare periodo, prevalga il buon senso e si rientri tutti nei ranghi per far progredire la nazione e aiutarla ad uscire da questo empasse.
Torniamo a noi e all'ippica: Dopo la ricezione della bozza del protocollo sanitario da parte dello stesso Ministero verso gli ippodromi, questi ultimi ieri hanno replicato con le osservazioni varie e, piuttosto contrariati, hanno rispedito al mittente le proposte di fare massimo 6 corse a giornata con il campo partenti massimo consentito di 12 cavalli, chiedendo maggiore libertà per far meglio assorbire agli ippodromi questi due mesi di stop.
Nei giorni prossimi arriveranno delle ulteriori risposte, verranno mandate ulteriori bozze, e di giorni ne saranno passati ancora degli altri. Tutti sarebbero stati buoni per la ripresa. Sembra quasi si stia prendendo tempo per avere le idee più chiare man mano che si gireranno le pagine sul calendario.

In tutto questo il calcio, riferimento e fulcro della vicenda sportiva in Italia, ritarderà la regolare ripresa del campionato causa i nuovi casi di positività nella Sampdoria e nella Fiorentina, e di conseguenza c'è meno tempo per pensare agli affari dell'ippica. In più si attende ancora la risposta alla famosa interrogazione parlamentare promossa da Alessandro Battilocchio, e sono già passati dieci giorni.

SOVVENZIONI IPPODROMI: Nella prima parte della giornata di ieri altri problemi, oltre a quello della bozza del protocollo sanitario, erano emersi in merito alle questioni strettamente relative alle sovvenzioni agli ippodromi. Nelle successive ore sembra che questi nodi si siano sciolti. Gli ippodromi infatti non avevano ancora ricevuto l'anticipo previsto dall'accordo.

DATE: Per ora non si è parlato ancora di date. Tra i "si dice" e le cosiddette "fonti sicure", oltre alle fonti "casarecce" vecchio stile tipo "mio cugino ben informato conosce un tizio che è una fonte sicura, ed ha un amico dello zio della sorella che era gobba pure quella", c'è chi è fiducioso ancora per il 18 Maggio, chi invece ipotizza la data minima del 1° Giugno, chi parla addirittura di Luglio e chi invece direttamente Settembre.
Si tratta solo di ipotesi e suggestioni personali frutto di influenze da parte di uno schieramento piuttosto che un altro. Al momento tirar fuori date è solo esercizio inutile e dannoso, ed è solo fantasia. Bisogna attendere ancora qualche giorno.

 
Mah, questo stare tutti chiusi in casa senza poter fisicamente dire la propria sta facendo danni in tutti i comparti.

Secondo voi se aprissero a settembre quanti cavalli resisterebbero 9 mesi senza correre?
Qualcuno dice vi siano già molti infortuni dovuti alla mancanza di sfogo con le corse per i cavalli e qualcun altro che tanti cavalli sono già in vendita e proprietari in fuga.....
Secondo me si sta facendo tanto ma non abbastanza per farsi sentire (non solo ascoltare)...a forza di attendere giorni e giorni passa il tempo e i danni si fanno sempre più irreparabili.....
 
 
Trinity ha detto:
Boh....dal racing post risulta che abbiano già dichiarato i partenti per lunedì....
 

Anche France Galop li riporta, erano in programma oggi alle 12.30 e puntualmente sono usciti. Ma anche a Roma Capannelle c'erano i partenti fino al giorno prima del lockdown :S . D'accordo che mescolare Francia ed Italia in casi simili ha forse poco senso, ma tant'è.
 
Trinity ha detto:
Mah, questo stare tutti chiusi in casa senza poter fisicamente dire la propria sta facendo danni in tutti i comparti.

Secondo voi se aprissero a settembre quanti cavalli resisterebbero 9 mesi senza correre?
Qualcuno dice vi siano già molti infortuni dovuti alla mancanza di sfogo con le corse per i cavalli e qualcun altro che tanti cavalli sono già in vendita e proprietari in fuga.....
Secondo me si sta facendo tanto ma non abbastanza per farsi sentire (non solo ascoltare)...a forza di attendere giorni e giorni passa il tempo e i danni si fanno sempre più irreparabili.....
Gira molto sconforto nell'ambiente.....molto.....non si vede alcuna luce in fondo al tunnel, non si sente alcun rumore.....

Comunque sarà una mia sensazione...magari sbagliata...ma non vi sembra che i giornalisti ippici facciano troppo poco sui social per dare visibilità al comparto e alle problematiche che sta attraversando? E' solo una mia sensazione?
 
Trinity ha detto:
Gira molto sconforto nell'ambiente.....molto.....non si vede alcuna luce in fondo al tunnel, non si sente alcun rumore.....

Comunque sarà una mia sensazione...magari sbagliata...ma non vi sembra che i giornalisti ippici facciano troppo poco sui social per dare visibilità al comparto e alle problematiche che sta attraversando? E' solo una mia sensazione?

A mio parere sui social i giornalisti fanno ciò che possono, ma la stanza dei bottoni è gestita da personaggi al di fuori delle redazioni, per nulla influenzati da una stampa poco rappresentativa in un clima di indifferenza generale.

Inoltre, andare a pestare i piedi di qualcuno che potrebbe rivalersi contro, oltretutto senza l'appoggio di una controparte forte, temo che sarebbe per loro assai controproducente.

Trinity, non c'è uno che la pensi allo stesso modo ed a quanto pare l'informazione ippica neutrale, se esiste, non ha futuro in quanto la testata di turno è seguita solo se prende una determinata posizione, venendo nel caso appoggiata dai sostenitori di tale politica.

Penso che il Trotto & Turf, ammesso che qualcuno lo compri ancora, possa servire solo per le prestazioni e per i risultati.
 
orecchielunghe ha detto:
A mio parere sui social i giornalisti fanno ciò che possono, ma la stanza dei bottoni è gestita da personaggi al di fuori delle redazioni, per nulla influenzati da una stampa poco rappresentativa in un clima di indifferenza generale.

Inoltre, andare a pestare i piedi di qualcuno che potrebbe rivalersi contro, oltretutto senza l'appoggio di una controparte forte, temo che sarebbe per loro assai controproducente.

Trinity, non c'è uno che la pensi allo stesso modo ed a quanto pare l'informazione ippica neutrale, se esiste, non ha futuro in quanto la testata di turno è seguita solo se prende una determinata posizione, venendo nel caso appoggiata dai sostenitori di tale politica.

Penso che il Trotto & Turf, ammesso che qualcuno lo compri ancora, possa servire solo per le prestazioni e per i risultati.

Purtroppo hai ragione da vendere....io non sono su nessun social, quindi mi rapporto con quanto riferitomi da terzi.
Detto questo mi rammarica la "stampa poco rappresentativa" perchè questo sarebbe proprio il momento in cui cambiare lo stato delle cose.
Per il giornale non so che dire....nella mia zona è scomparso da tempo, forse soltanto le sale scommesse lo prendevano ormai.
E anche per il 220 (a proposito...a chi è andato il segnale ippico?) servirebbe a mio parere una bella rinfrescata, con tutto il rispetto per chi fa il suo mestiere con competenza e abnegazione purtroppo in modo non innovativo ma conservativo....se vogliamo sopravvivere tutto deve evolversi.... :bella:
 
 
Trinity ha detto:
Purtroppo hai ragione da vendere....io non sono su nessun social, quindi mi rapporto con quanto riferitomi da terzi.
Detto questo mi rammarica la "stampa poco rappresentativa" perchè questo sarebbe proprio il momento in cui cambiare lo stato delle cose.
Per il giornale non so che dire....nella mia zona è scomparso da tempo, forse soltanto le sale scommesse lo prendevano ormai.
E anche per il 220 (a proposito...a chi è andato il segnale ippico?) servirebbe a mio parere una bella rinfrescata, con tutto il rispetto per chi fa il suo mestiere con competenza e abnegazione purtroppo in modo non innovativo ma conservativo....se vogliamo sopravvivere tutto deve evolversi.... :bella:
 
Giusto così per la cronaca, acquistavo T&T fino a qualche tempo fà, trovandolo in due edicole a circa 5 e 15 km di distanza da casa, ma in zone che talvolta frequento per altre ragioni quindi ok. Vicino a casa ci sono due edicole, una lo riceveva solo una volta a settimana delle tre (mi pare solo il martedì) e l'altra senza uno schema fisso. Comunque avrei smesso di comprarlo in ogni caso... negli anni '80 a Milano usciva la sera prima che negli altri posti, lo acquistavo uscendo dal lavoro, oppure anche di ritorno da Varese per le riunioni estive, passando per le edicole notturne che a Milano erano solite vendere materiale pornografico, ma con sorpresa di tutti edicolante compreso, mi limitavo a quello ;) . Le sale sono chiuse quindi manco lo comprano.
Per quanto riguarda il 220, al momento tutto tace :allora:
 
Nella notte è arrivata la conferma, spero definitiva, che le corse in Francia riprenderanno regolarmente l'11 maggio, con tre campi di galoppo, come riportato da "jour de galop" sulla propria pagina Facebook
1.gif


ON VA COURIR ! 🥳🥳🥳

C’est dans la nuit que la nouvelle est tombée : on pourra courir le 11 mai ! France Galop et LeTrot sont parvenus à arracher une réponse positive, faisant intervenir leurs appuis au plus haut niveau de l’État, via François Bayrou et Philippe Augier notamment. C’est un soulagement immense pour tous les acteurs de la filière.
 
orecchielunghe ha detto:
Nella notte è arrivata la conferma, spero definitiva, che le corse in Francia riprenderanno regolarmente l'11 maggio, con tre campi di galoppo, come riportato da "jour de galop" sulla propria pagina Facebook
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ON VA COURIR ! 🥳🥳🥳

C’est dans la nuit que la nouvelle est tombée : on pourra courir le 11 mai ! France Galop et LeTrot sont parvenus à arracher une réponse positive, faisant intervenir leurs appuis au plus haut niveau de l’État, via François Bayrou et Philippe Augier notamment. C’est un soulagement immense pour tous les acteurs de la filière.
Meno male.....almeno guardiamo qualcosa di decente.....
Intanto qui ancora il nulla....silenzio tombale....è vergognoso alla massima potenza :tie:
 
 
Su napolimagazine un interessante articolo con titolo "ippica verso la fase 2"

Su agipronews altro articolo interessante su proposta x fondi ad allevatori e proprietari....ma non riesco ad aprirlo xchè non sono registrata
 
Trinity ha detto:
Su napolimagazine un interessante articolo con titolo "ippica verso la fase 2"

Su agipronews altro articolo interessante su proposta x fondi ad allevatori e proprietari....ma non riesco ad aprirlo xchè non sono registrata

boh... napolimagazine me lo blocca l'antivirus definendolo sito dannoso... mentre su agipronews l'ultimo articolo che esce è sulla modifica per l'iter dei passaggi di proprietà (non sono registrato, ma non trovo traccia di quell'articolo).
 
orecchielunghe ha detto:
boh... napolimagazine me lo blocca l'antivirus definendolo sito dannoso... mentre su agipronews l'ultimo articolo che esce è sulla modifica per l'iter dei passaggi di proprietà (non sono registrato, ma non trovo traccia di quell'articolo).

Allora, l'articolo su napolimagazine si trova anche su agipronews, è di ieri "ippica verso la Fase 2, Ughi (Obiettivo 2016): "Il futuro? Una nuova Unire e puntiamo al Coni"

 
 
Trinity ha detto:
Allora, l'articolo su napolimagazine si trova anche su agipronews, è di ieri "ippica verso la Fase 2, Ughi (Obiettivo 2016): "Il futuro? Una nuova Unire e puntiamo al Coni"

 
riporto l'articolo da agipronews.it

ROMA - Ha vissuto l'epoca d'oro e il declino, i piani di rilancio accennati e subito naufragati, i disagi sempre pià profondi di un settore che ama e di cui ancora oggi è testimone ineludibile. Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo 2016, non ha mai rinunciato a fornire idee e prospettive all'ippica italiana e non lo fa a maggior ragione in un momento come questo, nel quale ai mali antichi si sommano le conseguenze pesanti dell'emergenza sanitaria. Si parte da un'idea intrigante, circolata in questi giorni: la costituzione di un circuito privilegiato, una “Lega di Serie A” degli ippodromi destinata ad ospitare gli eventi più prestigiosi. Ughi ne evidenzia il presupposto inevitabile: «Per arrivare a parlare di Lega degli ippodromi, bisogna che un ente privato compri l'ippica. Il problema però è che un privato si muove se, accanto alla certezza dei costi, intravede anche una buona prospettiva di ricavi. E questo nell'ippica non avviene:, quindi il privato avrebbe solo la certezza dei costi, mentre non potrebbe incidere sui ricavi, gestiti da altri».

Ricavi, uguale scommesse. «Certamente: la privatizzazione dell'ippica sarà possibile solo quando garantirà anche la gestione delle scommesse, ecco perché in passato tentativi simili non sono andati a buon fine».

Nuova Unire, "ritorno al futuro" - E quindi, l'ippica è destinata a rimanere sine die in orbita ministeriale? Non proprio: la visione di Ughi si allarga a un paio di scenari disegnati con dovizia di particolari. Il primo è un “ritorno al futuro”: «Costituire un ente pubblico a cui il Mipaaf trasferisca le competenze ippiche, come accadeva con l'Unire fino a qualche anno fa. Un ministero non è adatto a gestire un movimento come l'ippica. Non perché sia inefficiente, ma perché ha procedure complicate, che non consentono strategie e iniziative rapide e coerenti».

L'Unire però è stata cancellata anni fa, tra echi di sprechi e sfarzi, rimandati per anni da un assiduo tam tam mediatico. Ughi racconta un'altra storia: «L'ippica italiana divenne grandissima dopo che la legge Mangelli, nel 1943, affidò all'Unire tutta la gestione del settore: allevamento, corse e raccolta scommesse. Si arrivò a fatturati notevolissimi e per alcuni anni furono in attività fino a 44 ippodromi. Negli anni Novanta si organizzavano 25 mila corse l'anno. Un lungo periodo di gloria sotto l'egida dell'Unire». Perché finì? «Perché chi gestiva l'ippica lo faceva con la presunzione che il movimento fosse inattaccabile. Invece arrivarono le scommesse sportive e quelle ippiche persero il monopolio. In quel momento sarebbero serviti strumenti di promozione e comunicazione adeguati a reggere la concorrenza, ma l'Unire continuò ad occuparsi solo di allevamenti e montepremi, e i tempi d'oro finirono. Quanto alla successiva abrogazione, si voleva solo dimostrare che lo Stato, in un periodo economico difficile, era in grado di tagliare i costi dell'amministrazione».

Sotto l'egida dello sport - E passiamo al secondo scenario: l'ippica si svincola dalla politica e si rivolge allo sport, ovvero al Coni. In questo caso, l'ente pubblico di cui sopra dovrebbe diventare una vera e propria federazione. «I vantaggi sarebbero notevoli. Prima di tutto, le corse sarebbero finalmente percepite come uno spettacolo sportivo e tutto il movimento cesserebbe di essere considerato soltanto un'industria di scommesse. In secondo luogo, l'ippica potrebbe accedere al credito sportivo, che ha un buon serbatoio di liquidità e prevede tempi di restituzione piuttosto comodi. In questo modo ci sarebbero le risorse per migliorare il livello degli ippodromi italiani e il loro appeal verso il pubblico».

Divenendo un movimento sportivo, il settore cambierebbe pelle anche da un punto di vista formativo e didattico: «Si creerebbe un settore giovanile che oggi non c'è. E questo attirerebbe anche genitori, parenti e amici, formando un substrato di nuovi appassionati. Naturalmente le gare giovanili non contemplerebbero scommesse».

La prima mossa tocca al Governo - Obiettivi ambiziosi, ma la realtà degli ultimi anni è fatta di piani governativi solo teorici, di libri “bianchi” e “verdi” annunciati e subito riposti. Come si fa a cambiare passo? «L'iniziativa spetta al Governo, che avrebbe tutto l'interesse a farlo, visto che da tempo sta finanziando l'ippica a fondo perduto. Qualche anno fa, ai tempi di Martina come ministro dell'Agricoltura, si tentò qualcosa di simile con la legge delega approvata dal Parlamento. Passarono però 24 mesi senza che si facesse niente e l'iniziativa è stata bruciata. Creare l'ente di Stato è il primo passo, poi non sarebbe complicato trasferirlo dal Mipaaf al Coni. L'anagrafica del cavallo rimarrebbe al Ministero, il resto, vale a dire allenamenti e corse, sarebbe di competenza sportiva».  

Chiusura sull'attualtà stretta: la ripartenza dopo l'emergenza sanitaria. Ughi fa professione di ottimismo: «Sono convinto che i cavalli faranno da traino alla ripresa. Sento parlare di bozze di protocolli già pronti per essere condivise, quindi credo che fra poco si tornerà a correre. Le scommesse ippiche hanno fatto in passato da apripista per quelle sportive e lo faranno ancora in questa fase delicata, dando coraggio e fiducia a tante piccole imprese di gioco sparse sul territorio».

MF/Agipro


 
 
orecchielunghe ha detto:
riporto l'articolo da agipronews.it

ROMA - Ha vissuto l'epoca d'oro e il declino, i piani di rilancio accennati e subito naufragati, i disagi sempre pià profondi di un settore che ama e di cui ancora oggi è testimone ineludibile. Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo 2016, non ha mai rinunciato a fornire idee e prospettive all'ippica italiana e non lo fa a maggior ragione in un momento come questo, nel quale ai mali antichi si sommano le conseguenze pesanti dell'emergenza sanitaria. Si parte da un'idea intrigante, circolata in questi giorni: la costituzione di un circuito privilegiato, una “Lega di Serie A” degli ippodromi destinata ad ospitare gli eventi più prestigiosi. Ughi ne evidenzia il presupposto inevitabile: «Per arrivare a parlare di Lega degli ippodromi, bisogna che un ente privato compri l'ippica. Il problema però è che un privato si muove se, accanto alla certezza dei costi, intravede anche una buona prospettiva di ricavi. E questo nell'ippica non avviene:, quindi il privato avrebbe solo la certezza dei costi, mentre non potrebbe incidere sui ricavi, gestiti da altri».

Ricavi, uguale scommesse. «Certamente: la privatizzazione dell'ippica sarà possibile solo quando garantirà anche la gestione delle scommesse, ecco perché in passato tentativi simili non sono andati a buon fine».

Nuova Unire, "ritorno al futuro" - E quindi, l'ippica è destinata a rimanere sine die in orbita ministeriale? Non proprio: la visione di Ughi si allarga a un paio di scenari disegnati con dovizia di particolari. Il primo è un “ritorno al futuro”: «Costituire un ente pubblico a cui il Mipaaf trasferisca le competenze ippiche, come accadeva con l'Unire fino a qualche anno fa. Un ministero non è adatto a gestire un movimento come l'ippica. Non perché sia inefficiente, ma perché ha procedure complicate, che non consentono strategie e iniziative rapide e coerenti».

L'Unire però è stata cancellata anni fa, tra echi di sprechi e sfarzi, rimandati per anni da un assiduo tam tam mediatico. Ughi racconta un'altra storia: «L'ippica italiana divenne grandissima dopo che la legge Mangelli, nel 1943, affidò all'Unire tutta la gestione del settore: allevamento, corse e raccolta scommesse. Si arrivò a fatturati notevolissimi e per alcuni anni furono in attività fino a 44 ippodromi. Negli anni Novanta si organizzavano 25 mila corse l'anno. Un lungo periodo di gloria sotto l'egida dell'Unire». Perché finì? «Perché chi gestiva l'ippica lo faceva con la presunzione che il movimento fosse inattaccabile. Invece arrivarono le scommesse sportive e quelle ippiche persero il monopolio. In quel momento sarebbero serviti strumenti di promozione e comunicazione adeguati a reggere la concorrenza, ma l'Unire continuò ad occuparsi solo di allevamenti e montepremi, e i tempi d'oro finirono. Quanto alla successiva abrogazione, si voleva solo dimostrare che lo Stato, in un periodo economico difficile, era in grado di tagliare i costi dell'amministrazione».

Sotto l'egida dello sport - E passiamo al secondo scenario: l'ippica si svincola dalla politica e si rivolge allo sport, ovvero al Coni. In questo caso, l'ente pubblico di cui sopra dovrebbe diventare una vera e propria federazione. «I vantaggi sarebbero notevoli. Prima di tutto, le corse sarebbero finalmente percepite come uno spettacolo sportivo e tutto il movimento cesserebbe di essere considerato soltanto un'industria di scommesse. In secondo luogo, l'ippica potrebbe accedere al credito sportivo, che ha un buon serbatoio di liquidità e prevede tempi di restituzione piuttosto comodi. In questo modo ci sarebbero le risorse per migliorare il livello degli ippodromi italiani e il loro appeal verso il pubblico».

Divenendo un movimento sportivo, il settore cambierebbe pelle anche da un punto di vista formativo e didattico: «Si creerebbe un settore giovanile che oggi non c'è. E questo attirerebbe anche genitori, parenti e amici, formando un substrato di nuovi appassionati. Naturalmente le gare giovanili non contemplerebbero scommesse».

La prima mossa tocca al Governo - Obiettivi ambiziosi, ma la realtà degli ultimi anni è fatta di piani governativi solo teorici, di libri “bianchi” e “verdi” annunciati e subito riposti. Come si fa a cambiare passo? «L'iniziativa spetta al Governo, che avrebbe tutto l'interesse a farlo, visto che da tempo sta finanziando l'ippica a fondo perduto. Qualche anno fa, ai tempi di Martina come ministro dell'Agricoltura, si tentò qualcosa di simile con la legge delega approvata dal Parlamento. Passarono però 24 mesi senza che si facesse niente e l'iniziativa è stata bruciata. Creare l'ente di Stato è il primo passo, poi non sarebbe complicato trasferirlo dal Mipaaf al Coni. L'anagrafica del cavallo rimarrebbe al Ministero, il resto, vale a dire allenamenti e corse, sarebbe di competenza sportiva».  

Chiusura sull'attualtà stretta: la ripartenza dopo l'emergenza sanitaria. Ughi fa professione di ottimismo: «Sono convinto che i cavalli faranno da traino alla ripresa. Sento parlare di bozze di protocolli già pronti per essere condivise, quindi credo che fra poco si tornerà a correre. Le scommesse ippiche hanno fatto in passato da apripista per quelle sportive e lo faranno ancora in questa fase delicata, dando coraggio e fiducia a tante piccole imprese di gioco sparse sul territorio».

MF/Agipro
 
Francamente la visione di Ughi mi sembra utopistica. Penso che si possa scordare che qualcuno compri l'ippica con inclusa la gestione delle scommesse. Non lo faranno gli italiani e nemmeno gli stranieri, che se anche volessero, non gli verrà permesso dalle lobby nazionali del gioco d'azzardo.
Quanto all'affiliazione al CONI ed alla creazione di una nuova UNIRE, la vedo dura. Non voglio fare nè il menagramo nè il pessimista, ma alzi la mano chi ci crede.
Sulla ripartenza a breve... a breve che significa? Meglio non chiedere, ho paura della risposta :S
 
 
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