Disposizioni relative al Covid-19

orecchielunghe ha detto:
Se includiamo anche l'indotto, anche se per quanto io possa immaginare non è per la maggior parte dipendente solo dall'attività ippica (veterinari, trasportatori, produttori e commercianti di finimenti, mangimi ecc ecc.), forse ci si arriva... ma come detto, buona parte delle categorie dell'indotto ha altre vie di guadagno. Quanto alla forza lavoro direttamente impiegata nell'ippica, vedi allenatori, fantini, artieri, allevatori e società di corse, penso che sia difficile arrivare ufficialmente alle migliaia evocate nella lettera, anche se in realtài numeri sarebbero senz'altro quelli. Anch'io non sono così "dentro", ma leggendo qua e là ed osservando certe situazioni, penso di non sbagliarmi di molto.

Diversissimo il discorso sui cavalli... che paradossalmente per me vengono prima di tutto il resto, essendo un animalista convinto... ma penso sia troppo comodo, anche se forse è l'unica via, far leva su questa cosa da parte di chi potrebbe aver contribuito alla disgregazione della filiera ippica "ufficiale".
 
Non mi vergogno a dire anche io che vengono prima di tutto, perchè chi non ha lavoro può accedere al rdc e vivere ugualmente, ma i cavalli una volta che non rendono più diventano un costo sostenibile soltanto da pochissimi, mentre tutti gli altri non credo avrebbero una sorte benevola.
Mettici tutti gli allevatori....hanno fatto investimenti per far coprire le fattrici, nel 2019 per venderli quest'anno, nel 2020 per l'anno prossimo. Se tutto andasse a ramengo cosa ne farebbero? Costretti a inviarli nei paesi esteri, magari a prezzi stracciati, pur di disfarsene? 
Complessivamente sarebbe veramente un disastro in termini etici, economici, animalisti, lavorativi, agricoli etc etc
Vero che i veterinari hanno anche altre vie di guadagno, i fantini potrebbero espatriare, gli allenatori anche, ma tutti gli altri non credo avrebbero molti sbocchi e in tutto questo i nostri amati cavalli subirebbero la sorte peggiore.
 
 
da corrieredellosport.it

SVEZIA - Solvalla ha confermato che il weekend di fine maggio dell’Elitloppet si terrà anche a porte chiuse. Come già anticipato, cancellata solo la Sweden Cup per la difficoltà di garantire un adeguato cast di ventuno cavalli per le tre batterie, con montepremi riassegnato a un altro di corse già in programma e a quelle che sostituiranno la stessa Sweden Cup. I responsabili dell’ippodromo di Stoccolma hanno ribadito anche che un invito per l’Elitloppet andrà ai vincitori di Paralympiatravet (25 aprile ad Aby), Meadow Road Lopp (13 maggio a Solvalla) e H.K.H. Prins Daniels Lopp (23 maggio a Gavle). A proposito invece del Paralympiatravet, sabato a Umaker quarta e ultima corsa di qualificazione: dodici partenti sui 2140 metri, tra i quali Perfect Spirit, Digital Ink e Dreammoko. Oggi trotto a Jagersro: Aprilstayern (128.200 sek, m. 3140-3160-3180) Zabul Fi; Fördel Ston (90.300 sek, m. 1640) Zio Tom Jet.

DANIMARCA - La Svezia a breve non sarà più sola, in Europa: lunedì 20 ripartiranno a porte chiuse le corse in Danimarca, con un convegno di trotto ad Aalborg. Lo stop all’attività era scattato il 9 marzo.

FRANCIA - Martedì prossimo è previsto un incontro dei presidenti di France Galop, Le Trot e PMU con i ministri di Agricoltura e di Azione e Conti Pubblici, nel tentativo di riuscire a ripartire con le corse a porte chiuse dal 4 maggio, pur con la perdurante chiusura dei punti di accettazione delle scommesse e il "lockdown” prorogato fino all'11 maggio. Il programma prevede lo slittamento di un mese dell’intero ciclo classico del galoppo.

GERMANIA - Il primo convegno di galoppo è previsto solo per l’1 maggio ad Hannover, alcuni allenatori hanno però già dichiarato i partenti: in particolare nelle tre listed in programma quel giorno, con Miki Cadeddu per esempio in sella a Schang nell’Hannoverscher Fliegerpreis (12.500 €, m. 1300) e Marco Casamento in alcune delle corse di contorno.

SUDAFRICA - L’1 maggio è la data fissata per la ripresa delle corse anche in Sudafrica, dove il “lockdown” andrà avanti fino al 30 aprile. La programmazione verrà aggiornata di conseguenza, con il Durban July che slitterà per esempio a fine luglio e il meeting della Gold Cup a fine agosto.

ITALIA - Isabella Bezzera, presidente dell’Associazione Nazionale Galoppo, ieri ha inviato una lettera al ministro Teresa Bellanova, condivisa anche dall’Anact e dal Comitato Crisi Ippica Covid-19, sottolineando come sia «ingiustificabile e davastante per l’intera filiera ippica» posticipare oltre il 4 maggio la ripresa delle corse, seppure a porte chiuse», facendo riferimento per esempio alla Germania, dove le corse ripartiranno dall’1 maggio. Stessa richiesta di ripresa dell’attività è stata avanzata da Giorgio Sandi per Ippica Nuova. Per domani intanto è prevista su Gioconews.it una videoconferenza con l’on. Giuseppe L’Abbate, sottosegretario Mipaaf con delega all’ippica, e diversi rappresentanti delle categorie del settore e gestori di ippodromi.
 
Dopo aver ascoltato un'intervista a Valter Ferrero, presidente degli allevatori del trotto, mi sono fatto un'idea del perchè questo signore insieme ad Isabella Bezzera, omologa del galoppo, stiano chiedendo con insistenza la ripartenza delle corse al 4 maggio. Ebbene, mi pare non si tratti della consistenza del montepremi, ma di come verrebbe suddiviso. In pratica, non è che il montepremi eventualmente inutilizzato rimarrebbe allo Stato, ma invece di venire messo tutto al traguardo, potrebbe essere in parte distribuito come sussidio a tutti i cavalli in allenamento. Quindi, i soldi a disposizione degli ippici resterebbero gli stessi, quindi dove sarebbe il problema, oltre al fatto che comunque arriverebbero con un paio di mesi di ritardo non avendo corso a marzo, aprile ed un pezzo di maggio? Il problema, secondo me, è che questi signori vorrebbero che il montepremi fosse tutto destinato ai premi al traguardo, poichè non sarebbe previsto il sussudio ai cavalli NON in allenamento (fattrici, stalloni e puledri). Inoltre, gli allevatori campano del premio al traguardo per i soggetti da loro allevati, senza spendere attualmente nulla, quindi se non si corre e si destina parte del montepremi al sussidio per i cavalli in allenamento, loro ci perderebbero. Non so di Valter Ferrero, ma Isabella Bezzera possiede anche cavalli in allenamento ma di alto livello, quindi dei paventati 24 € al giorno indistintamente elargito ai proprietari per ogni cavallo, non saprebbe che farsene puntando a qualcosa di più. La salute pubblica ed i piccoli proprietari possono anche andare a farsi f...riggere. Diverso è il discorso delle prospettive future per gli allevatori, ma non penso che 10-15 giorni in più di chiusua possano cambiare il futuro dell'allevamento italiano, che sembra essere la cosa principale alla quale sono interessati i fautori della ripartenza al più presto possibile.
 
orecchielunghe ha detto:
Dopo aver ascoltato un'intervista a Valter Ferrero, presidente degli allevatori del trotto, mi sono fatto un'idea del perchè questo signore insieme ad Isabella Bezzera, omologa del galoppo, stiano chiedendo con insistenza la ripartenza delle corse al 4 maggio. Ebbene, mi pare non si tratti della consistenza del montepremi, ma di come verrebbe suddiviso. In pratica, non è che il montepremi eventualmente inutilizzato rimarrebbe allo Stato, ma invece di venire messo tutto al traguardo, potrebbe essere in parte distribuito come sussidio a tutti i cavalli in allenamento. Quindi, i soldi a disposizione degli ippici resterebbero gli stessi, quindi dove sarebbe il problema, oltre al fatto che comunque arriverebbero con un paio di mesi di ritardo non avendo corso a marzo, aprile ed un pezzo di maggio? Il problema, secondo me, è che questi signori vorrebbero che il montepremi fosse tutto destinato ai premi al traguardo, poichè non sarebbe previsto il sussudio ai cavalli NON in allenamento (fattrici, stalloni e puledri). Inoltre, gli allevatori campano del premio al traguardo per i soggetti da loro allevati, senza spendere attualmente nulla, quindi se non si corre e si destina parte del montepremi al sussidio per i cavalli in allenamento, loro ci perderebbero. Non so di Valter Ferrero, ma Isabella Bezzera possiede anche cavalli in allenamento ma di alto livello, quindi dei paventati 24 € al giorno indistintamente elargito ai proprietari per ogni cavallo, non saprebbe che farsene puntando a qualcosa di più. La salute pubblica ed i piccoli proprietari possono anche andare a farsi f...riggere. Diverso è il discorso delle prospettive future per gli allevatori, ma non penso che 10-15 giorni in più di chiusua possano cambiare il futuro dell'allevamento italiano, che sembra essere la cosa principale alla quale sono interessati i fautori della ripartenza al più presto possibile.
Dove è la novità?
Ognuno non ha sempre tirato l'acqua al suo mulino?
Non per niente la fantomatica task force per l'ippica era composta da personaggi di questo calibro, non certo poveretti con un solo cavallo magari frutto di enormi sacrifici.
Però da quello che ho sentito in giro si parla anche di aumentare il numero di corse per ogni riunione, aumentare il montepremi delle gare, recuperare le riunioni perse.....ma a mio parere indennizzi per ogni cavallo in allenamento sarà un miraggio. Dopo di che, le grandi scuderie che fanno man bassa delle corse avranno un beneficio in ogni caso, i piccolini saranno buggerati due volte.
 
 
Eppoi....troppe voci che parlano.
Ognuno dice la sua sul come, quando, se, forse, perchè.
Invece di avere una voce univoca l'ippica ancora una volta non ha imparato dai suoi decennali errori.
Si leggono articoli dove vari esponenti ippici dicono la loro, spesso contrastandosi.

Si è sempre detto che l'unione fa la forza....
E mentre in Francia si sono organizzati tre esponenti ippici ad andare dal Ministro, tutti con un unico intento, qui in Italia addio....

Comunque chi può (se riesco io lo farò) guardi su gioconews il 16 aprile il convegno sull'ippica. Secondo me sarà interessante.
 
Trinity ha detto:
Dove è la novità?
Ognuno non ha sempre tirato l'acqua al suo mulino?
Non per niente la fantomatica task force per l'ippica era composta da personaggi di questo calibro, non certo poveretti con un solo cavallo magari frutto di enormi sacrifici.
Però da quello che ho sentito in giro si parla anche di aumentare il numero di corse per ogni riunione, aumentare il montepremi delle gare, recuperare le riunioni perse.....ma a mio parere indennizzi per ogni cavallo in allenamento sarà un miraggio. Dopo di che, le grandi scuderie che fanno man bassa delle corse avranno un beneficio in ogni caso, i piccolini saranno buggerati due volte.
 
Hai detto bene Trinity, citando la Task Force formata da grandi allevatori... la cosa che (mi) fa imbestialire è che questi signori, che comandano il sistema dietro il silenzio/assenso delle grandi scuderie, fanno i loro interessi (giustamente dal punto di vista imprenditoriale, molto meno da quello etico) presentando i risultati ottenuti (aumento del premio aggiunto per i cavalli allevati in Italia) come positivo per tutti... stiamo lavorando per voi! No grazie, state lavorando per voi stessi, negando perfino le briciole ai piccoli, che vedete solo come una fastidiosa presenza.
In caso di aumento del numero di corse per riunione e di riunioni per settimana, non potranno che beneficiarne i grandi, che invece di schierare due o tre cavalli per corsa come in passato per insufficienza di programma, potranno dichiararne uno a corsa, mentre chi ha pochi cavalli potrà sempre fare quel numero di corse, quindi chi ci guadagnerà saranno sempre gli stessi. In caso di aumento del montepremi pro-corsa, sarebbe secondo me una soluzione migliore, anche se sarà da stabilire quali corse potranno beneficiare di un montepremi aumentato, oppure più salomonicamente essere aumentate tutte in percentuale allo stesso modo.
Il discorso dell'indennizzo per cavallo, da quanto ho sentito, era una possibilità reale, un po' meno dei 1000 € al mese richiesti, ma a mio avviso utili per fronteggiare la crisi. Il fatto stesso che i grandi rappresentanti dell'ippica non abbiano considerato questa cosa come irrealizzabile ma solo evitabile, penso stia a significare che si potrebbe fare ma che a loro non sta bene.
Non ho moltissima fiducia nelle "opportune misure di sicurezza" che verrebbero implementate, in quanto in Italia si tende, per natura, ad evitarle. Non siamo in Svezia. All'inizio delle "porte chiuse" c'era più gente al tondino, giornalista incluso, che nelle corse pre-pandemia. Sarei molto più cauto nella riapertura e severissimo nell'applicazione delle regole, anche perchè al primo caso di positività rischierebbe di saltare nuovamente tutto. In Australia hanno multato il fantino Tom Marquand per aver festeggiato una vittoria con il lad, contravvenendo alle regole sul distanziamento sociale. In Italia cosa succederebbe? Multerebbero un fantino per aver dato il cinque all'allenatore?
Comunque rimango alla finestra, solo mi piacerebbe che certi personaggi non cercassero di indorare la pillola a tutti gli altri, che non sempre hanno l'anello al naso.
 
orecchielunghe ha detto:
Hai detto bene Trinity, citando la Task Force formata da grandi allevatori... la cosa che (mi) fa imbestialire è che questi signori, che comandano il sistema dietro il silenzio/assenso delle grandi scuderie, fanno i loro interessi (giustamente dal punto di vista imprenditoriale, molto meno da quello etico) presentando i risultati ottenuti (aumento del premio aggiunto per i cavalli allevati in Italia) come positivo per tutti... stiamo lavorando per voi! No grazie, state lavorando per voi stessi, negando perfino le briciole ai piccoli, che vedete solo come una fastidiosa presenza.
In caso di aumento del numero di corse per riunione e di riunioni per settimana, non potranno che beneficiarne i grandi, che invece di schierare due o tre cavalli per corsa come in passato per insufficienza di programma, potranno dichiararne uno a corsa, mentre chi ha pochi cavalli potrà sempre fare quel numero di corse, quindi chi ci guadagnerà saranno sempre gli stessi. In caso di aumento del montepremi pro-corsa, sarebbe secondo me una soluzione migliore, anche se sarà da stabilire quali corse potranno beneficiare di un montepremi aumentato, oppure più salomonicamente essere aumentate tutte in percentuale allo stesso modo.
Il discorso dell'indennizzo per cavallo, da quanto ho sentito, era una possibilità reale, un po' meno dei 1000 € al mese richiesti, ma a mio avviso utili per fronteggiare la crisi. Il fatto stesso che i grandi rappresentanti dell'ippica non abbiano considerato questa cosa come irrealizzabile ma solo evitabile, penso stia a significare che si potrebbe fare ma che a loro non sta bene.
Non ho moltissima fiducia nelle "opportune misure di sicurezza" che verrebbero implementate, in quanto in Italia si tende, per natura, ad evitarle. Non siamo in Svezia. All'inizio delle "porte chiuse" c'era più gente al tondino, giornalista incluso, che nelle corse pre-pandemia. Sarei molto più cauto nella riapertura e severissimo nell'applicazione delle regole, anche perchè al primo caso di positività rischierebbe di saltare nuovamente tutto. In Australia hanno multato il fantino Tom Marquand per aver festeggiato una vittoria con il lad, contravvenendo alle regole sul distanziamento sociale. In Italia cosa succederebbe? Multerebbero un fantino per aver dato il cinque all'allenatore?
Comunque rimango alla finestra, solo mi piacerebbe che certi personaggi non cercassero di indorare la pillola a tutti gli altri, che non sempre hanno l'anello al naso.
Concordo.
Diciamo che la cosa più equa sarebbe stata quella di prendere il montepremi non erogato, contare il numero di cavalli in allenamento ufficialmente e dividerlo per essi. Anche qui alla fine trionferanno i soliti noti.
Ogni mondo è paese, in questo come in altri ambiti devi fare qualcosa di straordinario o essere straordinario per essere accolti alla tavola dei più, ammesso interessi farvi parte.
Adesso la speranza è soltanto che, in attesa e in prospettiva di una apertura per il 4 maggio, gli ippodromi si stiano già attrezzando per rispettare le norme di sicurezza, non facendosi trovare impreparati.

 
 
Trinity ha detto:
Concordo.
Diciamo che la cosa più equa sarebbe stata quella di prendere il montepremi non erogato, contare il numero di cavalli in allenamento ufficialmente e dividerlo per essi. Anche qui alla fine trionferanno i soliti noti.
Ogni mondo è paese, in questo come in altri ambiti devi fare qualcosa di straordinario o essere straordinario per essere accolti alla tavola dei più, ammesso interessi farvi parte.
Adesso la speranza è soltanto che, in attesa e in prospettiva di una apertura per il 4 maggio, gli ippodromi si stiano già attrezzando per rispettare le norme di sicurezza, non facendosi trovare impreparati.

 
In ogni caso, se al "tavolo" tanto caro a D'Alesio non vi è traccia di un rappresentante dei proprietari, che sia trotto o galoppo, la colpa non potrà essere per forza dei presenti (allevatori, società di corse ed allenatori). La U.N.P.C.P.S. (non so se ne esistesse una per il trotto) dava il nome ad un ricco handicap di San Siro ed ad altre corse in altri ippodromi, ma pare se ne siano perse le tracce. Forse perchè i pochi proprietari rimasti o sono anche allevatori, o gli sta bene ciò che decidono gli altri, o sono anche allenatori, o sono anche proprietari di ippodromi.

Ripeto, che facciano come credono, ma che non ci vengano a raccontare che lavorano per l'unità e per il bene comune. Se i proprietari sono assenti o conniventi, peggio per loro, questo non lo si può imputare ad altri. Ed è uno dei motivi perchè molti piccoli proprietari hanno lasciato e lasceranno l'ippica. Lo fanno per passione e per divertimento, alcuni invece di comprarsi la barca comprano un cavallo, ma se non possono combattere ad armi pari e vengono massacrati ogni volta, il divertimento finisce e quei (tanti) soldi li potranno spendere per qualcos'altro più divertente. Alla fine correranno i grandi tra di loro, se finirà tutto andranno all'estero... dove i piccoli non possono andare... intanto i grandi cercano di prendersi tutto ciò che ancora c'è qui.
 
 
da mondoturf.net

Inghilterra: Il BHA estende la sospensione per l'inizio delle corse, non c'è una data. Incertezze e timori, ecco cosa accade e tutte le dichiarazioni
 
Mala tempora currunt, dicevano i latini. Ma se da una parte secondo il professor Isaac Ben Israel, analizzando i dati di tutti i Paesi coinvolti dalla pandemia è possibile trovare delle analogie nell'andamento dell'epidemia e in un'intervista rilasciata a Channel12, ha sottolineato come il virus raggiunga il picco di contagio entro 4/6 settimane per poi cominciare una fase discendente che si concluderebbe intorno all'ottava/nona settimana, sviluppandosi nell'arco di 70 giorni, la realtà delle cose deve per forza essere subordinato ai dati reali.
Nella giornata di mercoledì il BHA ha annunciato che in Inghilterra il ritorno delle corse avverrà in un tempo non prestabilito ma sarà a tempo indeterminato a causa della pandemia di coronavirus.
Le corse sono state sospese il 18 marzo prima che il governo introducesse le attuali misure di blocco per proteggere i servizi di emergenza essenziali e la salute e la sicurezza del pubblico.
Il BHA, che inizialmente aveva sperato che le corse tornassero il 1 ° maggio, non ha fissato una nuova data per porre fine alla sospensione, ma i piani sono in atto in modo che lo sport sia pronto per riprendere non appena è possibile e appropriato in consultazione con governo. Ha anche detto che qualsiasi ritorno all'azione sarà a porte chiuse almeno fino a giugno.
Si ritiene che i piani per una ripresa includano potenzialmente "hub" con hotel in loco che tengono più dispositivi a porte chiuse e Newcastle, Lingfield e Hamilton sono stati proposti come piste in esame.
Nick Rust, amministratore delegato della BHA, ha dichiarato: "Abbiamo smesso di correre a marzo per proteggere la salute e la sicurezza del pubblico e limitare le richieste al servizio sanitario nazionale. È giusto continuare questa sospensione fino a quando la pressione sul servizio sanitario nazionale non consentirà una ripresa e noi può garantire la sicurezza di coloro che vi prendono parte.

"Siamo in contatto con il governo come parte del nostro sviluppo di un piano responsabile e coordinato per il ritorno dello sport quando è opportuno farlo.

"Continueremo a sviluppare una gamma di opzioni attingendo all'esperienza dei nostri partecipanti e ippodromi. Ma per ora, siamo tutti concentrati sul supporto dello sforzo nazionale, sul mantenimento delle restrizioni di distanza sociale e sulla cura della nostra gente e dei nostri cavalli".

L'allenatore Richard Fahey ha dichiarato al Racing Post la scorsa settimana che era contento che il gruppo che stava pianificando di riprendere le corse stessero almeno pianificando in anticipo, e ha nuovamente elogiato gli sforzi delle persone coinvolte.
Ha detto: "È una decisione estremamente difficile in quanto molte cose possono accadere in due settimane. Fino a quando non avremo delle buone notizie, non possiamo correre, ma nessuno sa quando accadranno le buone notizie.
"Sono contento di ciò che il gruppo propone, ma nessuno vuole correre mentre siamo in blocco e hanno tutto pronto per quando le corse sono pronte per il ritorno".

Nessuna corsa si è svolta in Gran Bretagna dal 17 marzo. Mercoledì il numero di decessi negli ospedali per coronavirus registrati in Gran Bretagna è aumentato del 761, portando il totale a 12.868.

Il coronavirus ha anche avuto un impatto devastante sull'economia in Gran Bretagna e martedì l'Ufficio per la responsabilità di bilancio ha avvertito che potrebbe ridursi fino al 35% questa primavera.

In una lettera inviata agli allenatori dal BHA questa settimana, una copia della quale è stata vista dal Racing Post, è stato suggerito che le corse britanniche rischiano di perdere 193 milioni di sterline di entrate se lo sport rimarrà chiuso fino a luglio, con gli allenatori tra quelli che affrontano tempi incerti.
Rupert Arnold, amministratore delegato della National Trainers Federation, ha dichiarato: "La maggior parte degli allenatori non sarà sorpreso dal fatto che la sospensione sia stata estesa dato ciò che tutti sanno della situazione a livello nazionale.
"Detto questo, tutti sono molto ansiosi di andare al più presto in quanto esiste una visione coerente dello sport che è il modo migliore per proteggere gli affari, le persone e i cavalli.
"Vogliamo tutti andare al più presto possibile, ma i formatori apprezzeranno senza dubbio il riferimento all'obiettivo di iniziare a maggio.
"Il miglior equilibrio che possiamo raggiungere è quello di essere il più preparati possibile e di avere un piano in atto in modo da poter iniziare non appena vengono soddisfatte le giuste condizioni".
Sulle implicazioni finanziarie per i trainers, Arnold ha aggiunto: "È davvero all'avanguardia. Più sono lunghi i ritardi e le incertezze, più sarà difficile per le aziende adattare e trattenere i cavalli. In tutto il campo gli allenatori apprezzano i proprietari che tengono i cavalli in scuderia e si allenano. La loro decisione di supportare i formatori li aiuta a mantenere i posti di lavoro e garantire che i cavalli continuino ad essere seguiti".

Jockey Club riduce le tasse al galoppo
Il Jockey Club Estates ha annunciato che sta riducendo le tasse per i cavalli utilizzando i centri di addestramento pubblici di Newmarket, Lambourn e in consultazione con il Training Grounds Management Board di Epsom del 10% con effetto immediato, con una mossa progettata per supportare i proprietari di cavalli da corsa e gli addestratori durante la pandemia .
Nick Patton, amministratore delegato del Jockey Club Estates, ha dichiarato: "Mentre gli impianti da corsa sono sospesi, i nostri galoppi sono rimasti completamente aperti per consentire ai cavalli di ricevere l'esercizio essenziale di cui hanno bisogno.
"Dato che siamo pienamente operativi, i nostri costi per mantenere e gestire i centri di formazione rimangono gli stessi del normale, quindi è stata una sfida trovare modi per ridurre le tasse per aiutare i proprietari e i formatori in questo periodo incredibilmente difficile."

 
 
https://www.gioconews.it/ippica/63897-l-abbate-ippica-volonta-di-ripartire-il-prima-possibile

https://www.gioconews.it/ippica/638...-covid-19-tutelare-anche-proprietari-e-driver

Non so se qualcuno di voi ha assistito al dibattito di gioconews con il sottosegretario, ma sinceramente sono molto perplessa e delusa.
Si stanno nascondendo dietro gli scienziati per non volersi prendere la responsabilità di riaprire anche a porte chiuse in breve tempo.
Se non cambia il vento, signori, la vedo durissima.
 
 
Trinity ha detto:
https://www.gioconews.it/ippica/63897-l-abbate-ippica-volonta-di-ripartire-il-prima-possibilehttps://www.gioconews.it/ippica/638...-covid-19-tutelare-anche-proprietari-e-driver

Non so se qualcuno di voi ha assistito al dibattito di gioconews con il sottosegretario, ma sinceramente sono molto perplessa e delusa.
Si stanno nascondendo dietro gli scienziati per non volersi prendere la responsabilità di riaprire anche a porte chiuse in breve tempo.
Se non cambia il vento, signori, la vedo durissima.
 
Non ho assistito, attendo di leggere vari commenti e riassunti che senz'altro non mancheranno.
In uno dei due link ho letto solo delle parole del sottosegretario, che mi pare non aggiungano molto di nuovo se non la parte relativa all'indennizzo per alcune categorie ippiche in caso di ulteriore stop forzato.
Nell'altro si riportano le parole di Somma, antecedenti la videoconferenza, con le quali sono sostanzialmente d'accordo e che in qualche modo sembra siano state riprese dal sottosegretario.
 
orecchielunghe ha detto:
Non ho assistito, attendo di leggere vari commenti e riassunti che senz'altro non mancheranno.
In uno dei due link ho letto solo delle parole del sottosegretario, che mi pare non aggiungano molto di nuovo se non la parte relativa all'indennizzo per alcune categorie ippiche in caso di ulteriore stop forzato.
Nell'altro si riportano le parole di Somma, antecedenti la videoconferenza, con le quali sono sostanzialmente d'accordo e che in qualche modo sembra siano state riprese dal sottosegretario.
Bè, praticamente il Sottosegretario ha detto quello che gli attori volevano sentirsi dire....ma senza sbilanciarsi su certezze anzi, lasciando tanti tanti punti interrogativi.
Quando poi ha detto "la mia intenzione era di ripartire subito ma poi il dpcm ha bloccato le attività" ho sperato di aver capito male....perchè il dpcm ha comunque un termine e quindi si poteva partire da quella data per iniziare, invece nulla di certo anzi, addirittura ha ipotizzato che se non si può aprire non si recuperano le corse in tempo....se l'epidemia ricomincia....finchè non c'è un vaccino.....se poi apriamo e si verifica un caso chiudiamo tutto....
Insomma, solita minestra insipida.
Sinceramente sono molto preoccupata di questo pressappochismo.

Adesso uscita questa

https://www.gioconews.it/ippica/638...amo-rapido-e-in-sicurezza-ritorno-a-normalita
 
 
Trinity ha detto:
Bè, praticamente il Sottosegretario ha detto quello che gli attori volevano sentirsi dire....ma senza sbilanciarsi su certezze anzi, lasciando tanti tanti punti interrogativi.
Quando poi ha detto "la mia intenzione era di ripartire subito ma poi il dpcm ha bloccato le attività" ho sperato di aver capito male....perchè il dpcm ha comunque un termine e quindi si poteva partire da quella data per iniziare, invece nulla di certo anzi, addirittura ha ipotizzato che se non si può aprire non si recuperano le corse in tempo....se l'epidemia ricomincia....finchè non c'è un vaccino.....se poi apriamo e si verifica un caso chiudiamo tutto....
Insomma, solita minestra insipida.
Sinceramente sono molto preoccupata di questo pressappochismo.
 
Provo ad essere un po' più positivo... penso che non abbia voluto sbilanciarsi dando false aspettative, anche perchè di certo c'è davvero poco. Se pensi che in UK hanno sospeso le corse a tempo indeterminato, vedo difficile come in un paese come il nostro, tra i più colpiti, possa essere definito un programma anche di massima. Secondo me, avrà più senso una riunione nel momento in cui verrà stabilita una data (tanto nel cassetto saranno già pronte decine di proposte) per decidere come portare a termine il 2020. Il sottosegretario rimane sempre e comunque un politico. In ogni caso, le sue perplessità e i suoi tanti "se" non mi sembrano campati per aria, anche perchè in definitiva non sarà lui nè il ministero che rappresenta ad avere l'ultima parola. Nemmeno gli altri sport hanno già stabilito una data di ripresa dell'attività, quindi direi, prendendo a prestito un modo di dire derivante da uno sport che pratico, "calma e gesso".
 
orecchielunghe ha detto:
Provo ad essere un po' più positivo... penso che non abbia voluto sbilanciarsi dando false aspettative, anche perchè di certo c'è davvero poco. Se pensi che in UK hanno sospeso le corse a tempo indeterminato, vedo difficile come in un paese come il nostro, tra i più colpiti, possa essere definito un programma anche di massima. Secondo me, avrà più senso una riunione nel momento in cui verrà stabilita una data (tanto nel cassetto saranno già pronte decine di proposte) per decidere come portare a termine il 2020. Il sottosegretario rimane sempre e comunque un politico. In ogni caso, le sue perplessità e i suoi tanti "se" non mi sembrano campati per aria, anche perchè in definitiva non sarà lui nè il ministero che rappresenta ad avere l'ultima parola. Nemmeno gli altri sport hanno già stabilito una data di ripresa dell'attività, quindi direi, prendendo a prestito un modo di dire derivante da uno sport che pratico, "calma e gesso".
E' che mi aspettavo qualcosa di più....qualche punto fermo....qualche input...ad esempio poter iniziare a lavorare con le categorie per mettere giù le norme per poter riaprire, il calendario, poi una volta arrivati alla data fatidica si sarebbe avuto già tutto pronto.
Invece ancora niente....e questo è grave perchè in tre settimane si poteva fare un gran buon lavoro.
Se si sta fermi ci sarà la scusa che non si è pronti.....e comunque è inaccettabile pensare di partire dopo il 4 maggio soprattutto in uno sport all'aperto, con tanto spazio per garantire le distanze.
Questo il mio pensiero.
 
 
Un'altra nazione che riparte con le corse è la Norvegia, come anticipato su corrieredellosport.it:

NORVEGIA - Dalle prove di qualifica alle corse: da domani si torna in pista per fare sul serio a Jarlsberg, dove fino a martedì si disputeranno tre convegni di trotto consecutivi: ogni giorno sei corse, soltanto due non hanno fatto il pieno dei dodici partenti che sono il massimo previsto dal regolamento locale, arrivando comunque a dieci e undici. Nel frattempo, altre qualifiche ieri a Forus e domani a Leangen e Biri.
 
orecchielunghe ha detto:
Un'altra nazione che riparte con le corse è la Norvegia, come anticipato su corrieredellosport.it:

NORVEGIA - Dalle prove di qualifica alle corse: da domani si torna in pista per fare sul serio a Jarlsberg, dove fino a martedì si disputeranno tre convegni di trotto consecutivi: ogni giorno sei corse, soltanto due non hanno fatto il pieno dei dodici partenti che sono il massimo previsto dal regolamento locale, arrivando comunque a dieci e undici. Nel frattempo, altre qualifiche ieri a Forus e domani a Leangen e Biri.
Tutti hanno già bene o male programmato la data di ripartenza (a meno poi di ulteriori problemi) tranne noi.....chissà perchè..... :nooo: :nooo:
 
 
Viking ha detto:
Tutti hanno già bene o male programmato la data di ripartenza (a meno poi di ulteriori problemi) tranne noi.....chissà perchè..... :nooo: :nooo:
 
Perchè siamo l'Italia, perchè abbiamo al comando certi personaggi, parecchi dei quali senza esperienza e per ultimo perchè dell'ippica è interessato a ben pochi politici fino ad ora.....se il sottosegretario fosse stato ministro forse saremmo andati meglio, ma purtroppo non lo è e conta fino a un certo punto.
 
 
Su gioconews.it c'è un articolo di oggi nel quale è chiaramente detto che gli ippodromi di Milano, Montecatini e il gruppo ippodromi associati ha già inviato un calendario al Mipaaf per riprendere il 4 maggio e recuperare tutti i gran premi.

Invece D'Alesio pensa solo a istituire un tavolo permanente, non parlando di date (deprecabile)

Stesso articolo, praticamente, su gaet.it

ecco l'articolo tratto da gioconews.it

- Ippica, Siag: 'Pronti all'unità, le nostre proposte per il rilancio'

Gli ippodromi sollecitano il Mipaaf a far riprendere le corse dal 4 maggio, a perfezionare l'accordo per la gestione già sottoscritto e ad istituire un tavolo di lavoro permanente.

La ripresa delle corse il 4 maggio e la convocazione di un tavolo di confronto con il ministero delle Politiche agricole. Sono queste le pricipali istanze che tornano ad emergere nelle note diffuse dalle rappresentanze di alcuni dei maggiori ippodromi italiani, già protagonisti del digital panel promosso da Gioconews.it sulla crisi della filiera alla luce dell'emergenza Covid-19.

"Le società aderenti al Gruppo Ippodromi Associati, preso atto delle comunicazioni dell’onorevole Giuseppe L’Abbate, sottosegretario al Mipaaf con delega per l’ippica, nel dibattito pubblico organizzato da Gioconews, ribadiscono, nella convinzione che ulteriori ritardi danneggino irreversibilmente la già fragile economia della filiera, la loro disponibilità all'apertura a porte chiuse dell'attività agonistica in tempi brevi. Si evidenzia che il Gruppo Ippodromi Associati e la società di gestione degli Ippodromi di Milano e Montecatini hanno già inviato al dirigente del Mipaaf competente una proposta di calendario, che prevede il recupero di tutte le corse non disputate e di tutti i Gran Premi, con inizio dell'attività di corsa già dal 4 maggio", scrivono i delegati Franca Maglione, Pier Luigi D’Angelo, Concetto Mazzarella ed Elio Pautasso.

"Le società aderenti al gruppo in questo periodo di sospensione delle corse hanno continuato tutte le attività necessarie per l’allenamento dei cavalli all’interno degli ippodromi curando e manutenendo tutti gli impianti ed attrezzature e dando puntuale applicazione alle disposizioni del ministero relative all’emergenza Covid-19. La ripresa dell’attività relativa all’organizzazione delle corse dovrà avvenire rispettando i protocolli sanitari e logistici che saranno concordati con il Mipaaf per assicurare la tutela dei dipendenti e tutti gli operatori. È auspicabile, tenuto conto anche delle disposizioni relative all’attuale emergenza sanitaria, che il Mipaaf compia tutti gli adempimenti necessari al perfezionamento dell’accordo già sottoscritto con le società di corse per la gestione degli ippodromi nel 2020. Infine, si esprime un sentito cordoglio per le vittime della pandemia e vicinanza ai loro cari, ringraziando i medici, il personale sanitario, le forze dell’ordine e tutti coloro che si stanno impegnando allo spasimo per salvare vite umane. Certi che anche l’ippica contribuirà al rilancio economico del Paese si augura buon lavoro a tutti", conclude la nota a firma del Gruppo Ippodromi Associati.

 

Più che una data per la riapertura, invece il presidente del Coordinamento ippodromi, Attilio D'Alesio, chiede un confronto fra il ministero e tutte le varie parti della fliera. "Questa associazione ha molto apprezzato le parole e gli impegni assunti dal sottosegretario l’Abbate nel corso del recente digital panel di Gioconews.it, peraltro confermati dalla stessa ministra Bellanova in Parlamento, ed è pronta a dare tutto il proprio contributo di idee per poter riprendere l’attività Ippica il prima possibile e nel rispetto delle norme sanitarie decise dalla Protezione civile e dal Governo. In tal senso si esprime grande condivisione per le proposte avanzate dal Siag, in una nota pubblicata su Gioconews ed accoglie l’appello all’unità lanciato dal sottosegretario L’Abbate", rimarca D'Alesio.

"Noi ci abbiamo provato tante volte (rappresentanza unitaria, consulta ippica, etc) senza mai riuscire a raggiungere questo importante obiettivo e ci auguriamo che il coronavirus, almeno, ci abbia insegnato a dover essere 'umili', 'rispettosi', 'solidali', 'senza egoismi', facendo nostre le parole del presidente Mattarella: 'uniti ce la faremo'. Proprio in questa direzione rinnoviamo la proposta alla ministra Bellanova ed al sottosegretario L’Abbate di istituire un tavolo di lavoro permanente dove confrontarci e condividere le migliori soluzioni per riprendere l’attività e per salvare e rilanciare l’ippica nazionale già in profondissima crisi prima della pandemia. Questa proposta la avanziamo da quando è stato chiuso l’Unire e non è mai stata presa in considerazione, eppure al Mipaaf già sono istituiti decine di tavoli di lavoro come per esempio il tavolo di filiera del riso con la presenza di ben 18 associazioni rappresentative. La sola istituzione di un tavolo di lavoro ci aiuterebbe moltissimo a confrontarci ed anche a lavorare con spirito unitario per affrontare il tragico presente e per pensare al futuro. Gli uffici ministeriali hanno, da tempo, effettuato la registrazione delle associazioni rappresentative della filiera ippica composta da: proprietari, allevatori, professionisti ed ippodromi. Non riusciamo proprio a capire perché per l’ippica non si possa istituire un tavolo di lavoro. Gentile sottosegretario L'Abbate, la preghiamo di istituire questo tavolo e convocare le sopracitate Associazioni e vedrà che il suo ‘appello all'unità' si concretizzerà nei fatti, insegnandoci ad ascoltarci con rispetto e mettendoci tutti al lavoro per ripartire e per salvare e rilanciare l’ippica", conclude il presidente di Coordinamento ippodromi.
 
 
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