Dottò
Utente Molto Attivo
Dopo il festival di Cheltenham, seguitissimo in UK e sul quale sono state riversate migliaia di sterline e di euro in scommesse, vorrei parlare del tributo pagato dai cavalli.
Sei di questi sono morti durante le giornate del festival, addirittura tre nella stessa corsa.
E' questo il prezzo da pagare? Per me, personalmente, è troppo alto.
Lo stesso si può dire per il Grand National di Aintree, dove le morti dei cavalli a seguito di incidenti non si contano più. A poco è servito l'intervento degli organizzatori della corsa di Aintree, qualche anno fà, che hanno ridotto la difficoltà degli ostacoli più pericolosi.
La beffa maggiore c'è stata qualche anno addietro, quando fu presentata una petizione al governo inglese al fine di eliminare la corsa.
Ebbene, il governo respinse la petizione, poichè nelle ultime edizioni gli incidenti fatali erano drasticamente calati, il tutto corroborato dalle assicurazioni degli organizzatori sulla sicurezza del percorso.
Risultato? Nella corsa immediatamente successiva, quattro cavalli morirono.
In UK e Irlanda, ed anche in Francia ed altrove in Europa, le corse ad ostacoli sono seguitissime e giocatissime... ma anche la corrida è seguita in Spagna.
In Italia, a parte l'oasi di Merano, è l'opposto. Vale la pena continuare con questo tipo di corse in Italia? Per me personalmente no, soprattutto per una questione di sicurezza e di salvaguardia degli animali, ma anche per lo scarsissimo ritorno economico delle scommesse.
Vorrei conoscere il parere dei lettori.
Sei di questi sono morti durante le giornate del festival, addirittura tre nella stessa corsa.
E' questo il prezzo da pagare? Per me, personalmente, è troppo alto.
Lo stesso si può dire per il Grand National di Aintree, dove le morti dei cavalli a seguito di incidenti non si contano più. A poco è servito l'intervento degli organizzatori della corsa di Aintree, qualche anno fà, che hanno ridotto la difficoltà degli ostacoli più pericolosi.
La beffa maggiore c'è stata qualche anno addietro, quando fu presentata una petizione al governo inglese al fine di eliminare la corsa.
Ebbene, il governo respinse la petizione, poichè nelle ultime edizioni gli incidenti fatali erano drasticamente calati, il tutto corroborato dalle assicurazioni degli organizzatori sulla sicurezza del percorso.
Risultato? Nella corsa immediatamente successiva, quattro cavalli morirono.
In UK e Irlanda, ed anche in Francia ed altrove in Europa, le corse ad ostacoli sono seguitissime e giocatissime... ma anche la corrida è seguita in Spagna.
In Italia, a parte l'oasi di Merano, è l'opposto. Vale la pena continuare con questo tipo di corse in Italia? Per me personalmente no, soprattutto per una questione di sicurezza e di salvaguardia degli animali, ma anche per lo scarsissimo ritorno economico delle scommesse.
Vorrei conoscere il parere dei lettori.