asso64 ha detto:
Comprare dei cavalli oggi con una situazione cosi disastrosa, con il movimento scommesse sempre in calo negli ultimi 10 anni, ci vuole coraggio..tanto coraggio..
Le scommesse oramai sono una minima parte delle sovvenzioni statali, e finchè verranno gestite nel modo attuale, con prelievi fiscali più alti rispetto alle sportive, zero promozione e con le lobby del gioco d'azzardo che impediscono l'arrivo di providers stranieri, andranno sempre peggio.
I pochi soldi che ci sono, a mio avviso vengono gestiti malissimo e finiscono (e molti sono già finiti) in tasche sbagliate, nel silenzio generale.
Coraggio per acquistare ce ne vuole tantissimo, ma almeno i trottatori italiani qualche possibilità di correre all'estero ad alti livelli ce l'hanno, e non so quante aste in Europa siano di livello maggiore delle nostre.
Per il galoppo, lasciamo perdere che è meglio.
Almeno per il trotto, il programma ridotto di questa settimana è per un'apparente buona ragione, mentre quello del galoppo è anche peggio.
E' capitata una settimana con zero convegni il lunedì, martedì e mercoledì, poi uno il giovedì e tre il venerdì.
Ora, da qualche tempo, senza Capannelle, il lunedì ed il martedì sono fissi senza galoppo nostrano.
Hanno deciso di far ripartire Capannelle, con delle listed races, iscrizioni oggi, pesi immagino nel pomeriggio e partenti domattina, con cavalli da preparare per appuntamenti importanti e non, in tre giorni.
Da parte mia, sono un fautore della riduzione dei convegni e delle corse, a vantaggio del numero più alto di partenti e di un montepremi più elevato, alla ricerca di una migliore qualità, dando la possibilità a cavalli non stanziali di intraprendere il viaggio verso ippodromi più lontani avendo a disposizione premi più alti.
Se poi si vuole scommettere, per quel poco che l'ippica guadagna, basta incrementare le corse estere, che mi pare destino discreto interesse.
Il galoppo sta tappando diversi buchi con le corse inglesi, francesi, irlandesi e perfino sudafricane, forse anche per il trotto si dovrebbe pensare ad allargare il numero di corse estere.
Se quelle nordeuropee comportano problemi burocratici, mi pare che in Francia ce ne siano molte.
Io personalmente seguo più volentieri una riunione di corse al Curragh piuttosto che in ippodromi minori italiani, immagino che un trottista non disdegni di scommettere su Enghien o Vincennes per lo stesso motivo.